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Ma chi ci crede più?

Aggiornamento delle 19,41

Si legge che l’asta dei titoli di stato non sia andata malissimo, anche se non deludente, nella realtà appare un pochino moscia visto che le speculazioni sui differenziali tra lettera e denaro hanno creato qualche problema non indifferente sui titoli già circolanti che sono precipitati di valore, e non sono bruscolini. Si è in attesa dell’emissione da parte spagnola…poi ci faremo qualche amara risata…

Infatti “Nonostante un controllo constante sul sistema bancario irlandese, e nonostante non ci siano indizi di possibili buchi, le banche irlandesi potrebbero registrare ulteriori perdite”. Lo ha dichiarato oggi Patrick Honohan, n.1 della Central Bank (CBSU.PK – notizie) of Ireland (Berlino: IIK.BE – notizie) . Honohan valuta positivamente il pacchetto di aiuti messo a disposizione del suo Paese, che definisce una situazione “win-win”, un contesto cioè in cui non esistono sconfitti.

Ma a chi a vogliono darla a bere? Sistema “win-win”? Ma ci rendiamo conto che sono dei venditori di fumo e che ci stanno sparando delle menate che nemmeno un bambino delle elementari berrebbe? Hanno parlato di ulteriori perdite, quali? Immobiliari, così come è accaduto in USA (mutui facili e al 100%). Hanno scoperto l’acqua calda. Ma si sapeva anche prima del 2008 e adesso, toh! Cosa si vede! L’Irlanda, pochi milioni di persone hanno buchi più grandi del loro stesso pil moltiplicato per 10 anni…e nessuno a cominciare dalla BCE, dalla Banca d’Inghilterra (la vera artefice del disastro) la GS alla affiliata alla BoE.
Tutti concordi e tutti artefici, ma tutti incapaci di fermare il macigno che ci sta giungendo sulle nostre teste.


 

Parliamo ovviamente dei porci in senso anglosassone (Piigs), paesi che non hanno fatto il loro dovere di bravi amministratori e che invece hanno sottratto alla economia reali i mezzi per progredire.

Ladri, rapinatori e truffatori, qualsiasi aggettivo sarebbe sicuramente adatto, ma non riporterebbe indietro la lancetta del tempo, perché bisognerebbe risalire all’epoca del famigerato Nixon ed anche prima.

Adesso, ma non solo per colpa sua, lui era solo il fantoccio in mano alle solite lobbies finanziarie, gli stati europei stanno per affrontare una crisi ben più profonda di quella che si va blaterando nei media. I buchi degli stati sono enormi, di tale profondità ed ampiezza che non sarebbe sufficiente l’intero PIL europeo di un anno per ripianarli. Sono talmente grandi che sarebbero necessarie misure impossibili per un abitante della terra. Eppure, da qualsiasi parte la si voglia vedere questa crisi ci sono molte persone che lanciano parole di ottimismo, forse per non spaventare, forse per non scoraggiare, ma nella realtà stiamo assistendo alla peggior crisi economica mondiale che mai essere umano abbia assistito. Il 1929 a confronto è nulla!

Le aste dei titoli di stato italiani, quelle di questo mese, sono andate non molto bene, addirittura alcuni tagli non sono stati nemmeno trattati.
Chi vorrebbe comperare il debito di uno insolvente? Le aste dell’Irlanda sono andate malissimo, quelle della Grecia pure, del Portogallo anche e così della Spagna. Attendiamo quelle della Germania e Francia , che grandi creditrici di debiti dovranno fare degli sforzi titanici per dimostrare che possono fare di più! Ma facciamo il ragionamento della serva: voi comprereste dei titoli da un vostro amico o da amici dei quali sapete essere impegolati con altri debiti che non possono ripagare?

Semplice, no? Eppure ce la passano come la cosa più ardua e più ingarbugliata. Tutto si traduce in una semplice somma e sottrazione.
Il resto è solo fumo sugli occhi per non mostrare le vere pecche di un sistema che ha sottratto alle economie il denaro necessario per poter funzionario. E così, da Radio24, la settimana scorsa, adduceva a guadagni fantastici dell’impresa USA in questi ultimi 11 mesi dell’anno (1.800 miliardi di dollari!!) senza però spiegare che questi risultati sono costati il lavoro di oltre il 18% di disoccupazione che sono all’incirca 54.000.000 milioni di persone che non hanno più lavoro delle quali 1 su 4 deve ricorrere ai così detti food stamps (buoni basto). E facile fare utili in questa maniera, vi pare? E così illudono la massa dei benpensanti che tutto va bene, che c’è qualche piccolo problema e nel frattempo ci sbattono addosso una di quelle sberle che si ricorderanno per secoli.

Serve, ma non è rappresentativo quanto pubblica l’Economist:

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