Home > Economia > Banche, banchine e mercanti del nulla!

Banche, banchine e mercanti del nulla!

Eppur si muove! Così sembra che raccontasse Galileo Galilei al tribunale dell’Inquisizione. Ma mentre lui ne aveva ben donde nel dimostrare la sua teoria, dall’altra parte arrancavano in filosofie e teorie poco aderenti alla realtà allora conosciuta.

Qualche mese fa (luglio 2010) il sole24 ore riportava che lo stress test bancario aveva portato a dei risultati positivi. Nessun problema, il mercato monetario ed economico del mondo bancario poteva continuare la sua corsa criminale a rubare, defraudare gli stati e ad impedire che l’economia delle nazioni  sempre di più in crisi, facessero un salto di qualità.

Le banche italiane avevano superato l’esamino e così anche molte delle europee, mentre venivano bocciate alcune (Hypo Real Estate, la greca AteBank e le cinque casse di risparmio spagnole Diada, Cajasur, Espiga, Unnim e Banca Civica). Notate nulla?

Scommettiamo che non scoprite l’arcano? Mancano all’appello le banche irlandesi che, secondo lo stress test, superarono egregiamente seppur al 61° posto.

Da allora, e son passati pochi mesi, ci si accorge che l’Irlanda è alla frutta, anzi al ruttino finale postprandiale.
Nessuno si è accorto, nessuno ha avuto la forza di aprire il vaso di pandora, tutti hanno alzato il tappeto è gettato sotto l’immondizia tossica ed inquinante.
Tutti zitti: bastardi dentro!!! Connivenza, convenienza o malevola azione dei vari governanti compresi quei laidi che compongono la commissione europea che ricordo NON è eletta da NESSUNO. Non è dato da spere, mentre sappiamo che la situazione in Iralnda è tragica e la prossima a fare il botto sarà la Spagna ed il Portogallo: l’ordine con cui si succederanno gli eventi è insignificante.

Adesso però si levano gli scudi dell’intollerabilità di questi test, tanto che si vanno a riproporre per gli inizi del 2011 con una metodologia più severa, ma anche a luglio si diceva che erano sicuramente un parametro di riferimento, tant’è che al risultato degli stress test molti titoli delle banche coinvolte hanno visto schizzare i valori di borsa alle stelle (qualcuno ha speculato?), e, badate bene che parliamo solo delle azioni, perché se si va a vedere le opzioni o i derivati sulle banche si capisce quanto denaro è stato incassato.  Solo la borsa italiana il FTSE100 guadagnava il 2,68% il giorno del giudizio e i titoli bancari più rappresentativi Unicredito (+3,11%), Intesa (+4,74%), Montepaschi (+4,26%).  Se questa non è follia!

Nei fatti: – secondo gli ultimi dati della Banca europea dei regolamenti – l’esposizione delle banche Ue verso l’Irlanda ammonta ad oltre 600 miliardi di dollari, di cui 222,4 miliardi del Regno Unito e 205,8 miliardi della Germania. Più modesta la cifra dell’Italia, pari a 28,6 miliardi di dollari. “In questo momento – ha spiegato la portavoce del commissario Ue ai servizi finanziari, Michel Barnier – si sta lavorando con le autorità nazionali di vigilanza sulle banche per definire il calendario preciso e la metodologia dei test, per renderla migliore rispetto al passato, traendo la dovuta lezione dai precedenti esercizi” Ma insisto, 600 mld di dollari sono mica bruscolini, no? E dove cagavano (forma scatologica economica) quando scrivevano che andava tutto bene?

Stendiamo un pietoso velo e cerchiamo di capire alcune cose. Chi ci guadagna? Risposta: la Germania!

Nel 2008 Daniel Gross e Stefano Micossi analizzavano in un loro articolo la situazione: …le maggiori banche europee sono diventate non solo troppo grandi per fallire, ma anche troppo grandi per essere salvate (vedi tabella). Ad esempio, le passività totali della Deutsche Bank (che presenta un grado di leverage oltre 50!) ammontano a circa 2.000 miliardi di euro, più di quelle di Fannie Mae, pari a oltre l’80 per cento del Pil tedesco. Un numero semplicemente troppo grande perché la Bundesbank, o anche il governo tedesco, possa intervenire a salvarla, considerando anche che il bilancio della Germania è legato alle regole del Patto europeo di stabilità e crescita e che il governo tedesco, diversamente dal Tesoro americano, non può ordinare alla sua banca centrale di creare più moneta.
Allo stesso modo, le passività totali della Barclays ammontano a circa 1.300 miliardi di sterline (con un leverage oltre 60!), un ammontare superiore al Pil britannico. Fortis Bank, di recente apparsa spesso sui quotidiani, ha un leverage pari a “solo” 33, ma le sue passività sono molto più elevate del Pil del suo paese di origine, il Belgio. Dunque, i regolatori europei sono seduti su una bomba a orologeria.

E’ chiaro allora perché casualmente non s’è vista la pagliuzza dell’Irlanda e quella della Spagna?

Annunci
  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. No trackbacks yet.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: