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La politica italiana piace?

La domanda è retorica, perché molti di quelli che parlano di politica lo fanno solo per sentito dire, per aver letto qualche giornale allineato alla voce del coro.

Non c’è quasi nessuno che capisca quello che realmente accade se non i diretti interessati, salvo fare congetture sul quel poco che ci è dato di sapere. Poca cosa per poter costruire un ragionamento che abbia un riscontro della realtà. Meglio stare zitti e aspettare che le cose si compiano, perché al volgo certe cose non si confanno e il suo compito è quello di applaudire e pagare.

Nella realtà, invece, quasi tutti discutono, parlano e così nasce un fiume inondante che annebbia, che ci impedisce di vedere come verranno fatti i giochi di palazzo: forse è quello che vogliono e così si compie, ancora una volta, un atto di genocidio culturale senza che nemmeno ce se ne renda conto.

Si legge “Lucius Catilina, nobili genere natus, fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque” e verrebbe da pensare che questa frase, scritta secoli fa, potrebbe applicarsi anche ai noti politicanti di oggi: a cominciare da Berlusconi, Fini e via via tutti gli altri che come giocatori lanciano i dadi sul tavolo della politica giocando con le nostre vite. Nessuno di questi, comunque, è nobile e di grande impegno morale, perché tutti servi del del più vile dei peccati umani: il denaro. Ma allora se l’offerta dei politici italiani non si avvicina nemmeno a Catilina come possiamo pensare di poter avere in Parlamento politici che sappiano fare gli interessi degli italiani?

E’ evidente il disastro in tutte le sue sfumature e da qualsiasi parte lo si osservi non c’è alcun rimedio. Ogni tentativo di costruire e di distruggere segue un piano preciso, certamente non voluto dagli elettori che ne sono inconsapevoli ed incoscienti responsabili.Così fu il caso del disastro che dal 1992 ad oggi ci perseguita e mentre allora non era percepibile alla maggioranza degli italiani adesso, invece, lo si vede in maniera molto più evidente, anche se colorato in maniera diversa, ma la radice non è cambiata. In quell’epoca si iniziarono a gettare fango e a svendere le maggiori aziende italiane di Stato, quelle con il fiore all’occhiello che il mondo intero ci invidiava e gli attori della rivoluzione della seconda repubblica erano allora Ciampi, Amato, Prodi, Draghi, Dini, Di Pietro, de Benedetti, Agnelli e tanti altri grigi personaggi con enormi poteri che lavorano nell’ombra affinché l’Italia sia spolpata completamente, risucchiata in un vortice in cui nessun italiano potrà riconoscere la sua terra natia.

Questo è lo scenario che vediamo tutti i giorni e questo è il cibo attraverso il quale si nutre quella bestia indoma del parassitismo.

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