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Onu, antisemita!

In questi ultimi giorni si sta compiendo un atto che sicuramente avrà un sapore molto amaro per i detrattori della politica espansionistica di Israele.

Le 1300 costruzioni che costruiranno a Gerusalemme Est sono uno schiaffo ai trattati di pace ed agli accordi internazionali, ma sopratutto sono l’ennesima dimostrazione del disinteresse alle popolazioni abitanti quelle terre come i palestinesi, da millenni residenti.

La politica di Benjamin Netanyahu, indifferente alle proteste internazionali, si propone di completare l’atto che la terra di Palestina deve essere solo degli ebrei. Non a caso il nuovo quartiere (Ariel) è vicino alla città palestinese di Salfit e gli stessi USA vedono questo progetto come una annessione di terra della Cisgiordania, destinata ad impedire la contiguità territoriale palestinese.

La stessa Commissione Europea, per voce della Ashton, ha sottolineato che “Questo piano è in contraddizione con gli sforzi della comunità internazionale a riprendere i negoziati diretti e la decisione dovrebbe essere invertita” e “Gli insediamenti sono illegali secondo il diritto internazionale, costituiscono un ostacolo alla pace e minacciano la realizzazione di due stati”.

Tutti fatti questi che prevedono una censura di antisemitismo, poiché chi non è con Israele è aprioristicamente considerato antisemita. Forse sarebbe più corretto dire antisionista, ma è un dettaglio che le forze interne di quel paese e quelle internazionali che lo sostengono economicamente, che viene spesso taciuto favorendo invece l’ombra molto più atroce dello sterminio nazista.

Lo stesso Shlomo Sand nel suo libro “L’invenzione del popolo ebraico” afferma la pignola e feroce politica di realizzare uno stato “solo per ebrei”, ovvero una nazione entro la quale possono abitare esclusivamente genti di purissimo sangue ebraico. Nei fatti chi volesse avere la cittadinanza israeliana deve dimostrare la sua discendenza da parte di mamma, perché è la madre che definisce l’ebraicità di una persona, anche se questa non lo è più da decenni e se anche la sua discendenza è stata interrotta e mescolata nel corso dei secoli.

Anche in Italia abbiamo chi si interessa a questi fatti. Lo stesso Pacifici, rappresentante della comunità religiosa ebraica romana, ha sostenuto in un recente articolo, la necessità di una legge che punisse legalmente (con il carcere) tutti quelli che osassero contestare le attività ebraiche in Israele

Siamo quindi arrivati alle leggi razziali ante-litteram e tutti ci auguriamo che non vengano mai approvate né da una parte né dall’altra. Ebrei, cattolici e mussulmani, tutti figli di un unico dio avrebbero il dovere di convivere e condividere ciò che di buono contiene le loro religioni.

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