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Cyber War, mancano i soldi? Meglio la guerra al pc.

In periodi di crisi, dove il mondo intero soffre di una profonda spinta alla ripresa economica, affondata dalla criminale attività finanziaria di alcuni grandi gruppi bancari e finanziari, dove molti stati tagliano le spese per le forniture militare reali, si è pensato che per far fronte agli ipotetici attacchi terroristici la miglior risposta sia quella di mettere in ginocchio i paesi che sono in odore di terrorismo tramite attacchi informatici rendendo inattivi quegli obbiettivi sensibili di un paese che tramite l’informatizzazione controlla la più parte delle sue attività.

La Homeland Security ha deciso quindi di realizzare un gruppo di lavoro e di studio per la realizzazione di un progetto Cyber Storm3.

Il progetto, in coordinamento con il Pentagono e con altri paesi della coalizione della Nato (Australia, Britain, Canada, France, Germany, Hungary, Japan, Italy, the Netherlands, New Zealand, Sweden, and Switzerland) è mirato alla difesa dei punti sensibili delle nazioni (Centrali elettriche, Nucleari, idroelettriche, forniture alimentari, Gas, Petrolio ecc.ecc.) necessari e funzionali alla soppravvivenza delle nazioni stesse. Per questo motivo sono stati portati degli attacchi simulati dove si dichiara che non è stato inoculato alcun malware  e nessun virus, ma dei quali non è dato conoscere il risultato dell’attività (segreto militare? o intrusione simulata da un finto attacco per carpire i segreti di alcune nazioni?).

Nel frattempo anche l’Europa si mossa, copiando quando fatto dalla sua alleata USA istituendo un gruppo di studio e di azione, costituito da un gruppo di aziende di stati europei che hanno realizzato un centro “Cooperative Cyber Defence Centre of Excellence” in Estonia nel 2008.

Nel passato molti di questi attacchi furono perpetrati da USA per la guerra di Serbia, da Israele per controllare la Siria e da Israele e USA per il controllo delle comunicazioni e delle attività sensibili in Iran. Il grido che si leva quindi dalle nazioni Unite è il timore che la guerra digitale possa portare alla catastrofe mondiale e ogni attacca digitale sarebbe paragonabile come una dichiarazione di guerra (!!!!)

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