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Grande fratello 11, il senso dell’inutilità ghetizzata.

Da qualche giorno è partito la nuova serie televisiva del Grande Fratello non di orwelliana memoria, ma molto più casalingo, insomma la solita minestra nauseante che Mediaset propina ai suoi seguaci e ad una parte del mondo inutile, ormai decerebrato che persevera a starsene incollato a vedere cosa possono fare alcuni oggetti (chiamarli esseri umani sarebbe un insulto per tutti quelli che invece lo sono) posti in un ambiente finto.

Molti giovani sono lì, sbavanti nell’attesa delle varie eliminatorie, dei vari confessionali, delle varie idiozie create ad arte e bell’apposta per coinvolgere il pubblico e finalizzate per un unico scopo: fare denaro, quanto più denaro sia possibile. Attraverso la pubblicità ed altre tecniche di vendita poste a condizionare e soggiogare le menti deboli delle ragazze e dei ragazzi che vedono questa trasmissione con il fine delle loro aspirazioni e come inizio di un nuovo loro mondo. Nella realtà, quello che non viene mai pubblicizzato, sono i massacri mediatici, personali di migliaia di giovani alla ricerca di una collocazione che la nostra società non è in grado di dare né tramite la scuola, né con la famiglia.

I genitori, quegli imbecilli, i primi e la vera causa di questo sfacelo, sono così solerti a spingere i loro figli che dopo la loro eliminazione hanno anche il coraggio di umiliarli e di sbeffeggiare. Non parliamo poi di quelli che vengono scartati nelle stanze anche tramite il voto di altri deficienti telefonici che vanno ad ingrassare le casse dei gestori telefonici tramite i vari sondaggi. Tutto in funzione a come succhiare e prosciugare le già magre economie delle famiglie.  Passi quindi l’entusiasmo del giovane, inesperto e incapace di scegliere tra ciò che è bello, piacevole coinvolgente da quello che è sorretto dall’inganno, dalla truffa mediatica e dalla costruzione di un pagliaccio di carta, ma vedere che in questa bolgia si buttano a pesce anche molti personaggi di cultura (?)  fa pensare alla qualità interiore di certe persone.

E’ possibile definire questa cosa un fatto culturale? E’ possibile che l’autorità per il controllo della telecomunicazioni audio-visive sia così collusa con i poteri da permettere un’orrenda trasmissione di questo genere? Sicuramente le risposte potranno essere molte e variegate, ma siamo comunque certi che una buona fetta di ragazzi e ragazze sta scegliendo un tipo di vita con ha nessun riscontro nella qualità della vita di ogniuno di noi.

E’ probabile che nel marasma generico, nella totale assenza di valori, nell’indifferenza del mondo politico alla gioventù ed al futuro della sua nazione, questi giovani, in cerca di visibilità e di un ruolo in questa deviata società, si aggrappino a quello che essa offre, sia che si tratti di postriboli mediatici che offra un carro dove trasportare  le proprie vite in una dimensione diversa dal quotidiano e dalla miseria della vita comune ed interiore che essi hanno.

E’ penoso pensare che molti giovani siano proiettati in questo senso, ma è altresì ignobile che gente adulta, più esperta, manipoli ed armeggi sulla vita d questi ragazzi per sfruttare economicamente, depredando e defraudando anche il più benché minimo senso di ingenuità. Un tempo si usavano le bestie e gli schiavi nelle arene per il divertimento del popolino, dei patrizi e dell’imperatore, adesso la gogna mediatica è servita allo stesso modo, anzi lo scannatoio umano è lì in bella mostra, i genitori vanno fieri delle loro bestie, il popolino se la ride e i patrizi e l’imperatore, in un’altra stanza conta tranquillamente il denaro accumulato alle spalle degli uni e degli altri. Ben vi stà!

Per chi non lo sapesse la società che sostiene questa trasmissione è la Endemol, formata da Mediacinco Cartera (Gruppo Mediaset), da Cyrte, società del fondatore John de Mol, e la banca d’affari Goldman Sachs.

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