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Archive for the ‘Popolo’ Category

Indignazione generale, ovvero mal comune mezzo gaudio.

30 luglio 2014 Lascia un commento

 

Gaza prima…

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e dopo…

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L’indignazione del mondo occidentale sembra essere di quelle vere, quelle che non lasciano spazio a risposte: in Libia, se ricordate, proprio a causa dell’indignazione dovuta ai “massacri” che il dittatore Gheddafi attuava sulla popolazione di Misurata che chiedeva più democrazia, più libertà, gli stati europei e transatlantici furono costretti a mettere a ferro e fuoco quel paese. Anche l’Italia vi partecipò perché l’indignazione aveva raggiunto il suo limite e solo con la forza si sarebbero riportate le cose al loro giusto posto, ma giustamente il nostro presidente Napolitano ebbe a direFaremo ciò che è necessario, come l’Onu e gli altri Paesi», e alle domande dei giornalisti se l’Italia entrava in guerra egli rispose con grande senso per la carica istituzionale che ricopre: «Vedo che qui si lavora per la pace. Poi, altrove, facciamo la nostra parte come membro attivo della comunità internazionale, interessati come tutti i paesi che sono nel G8 e nell’organizzazione delle Nazioni Unite, interessati ad affermare dei principi e ad esigere il rispetto di valori fondamentali come i diritti umani e le aspirazioni di liberta’ e giustizia sociale oggi, in modo particolare, nel mondo arabo. E faremo ciò che è necessario anche noi»

Ora accade la stessa cosa, l’indignazione, la rabbia per le migliaia (1.245) di morti civili a Gaza scuotono le coscienze del mondo occidentale, il quale si chiede se sia giusto rispondere con i massacri mirati (da ascoltare le domande interessanti del giornalista inglese Snow a Mark Regev) per permettere a quella popolazione di vivere in libertà, in democrazia. Tutti fanno levata di scudi, anche quelli che fino a ieri avrebbero chiuso occhi ed orecchie, come la BBC inglese, o come Channel24 della Francia. Persino la testata del PD, News24, non tace sugli efferati massacri, sugli smembramenti dei bimbi e sui massacri voluti da un manipolo di avanzi di galera…ma essi continuano fintanto che i lamenti diverranno sottofondo monotono.

Eppure nella vicina Arabia il principe Bandar bin Sultan bin Abdulaziz bin Saud è ritornato al potere come «consigliere del Re e suo inviato speciale». Il principe Bandar fu quell’ometto che prima delle Olimpiadi di Soci minacciò direttamente Putin se non cessava di appoggiare i siriani contro le bande dei tagliagole da lui controllate facendogli capire che avrebbe potuto avere delle sorprese dagli islamici ceceni che lui stesso (l’Arabia) controlla. In sostanza questo personaggio sta ora concentrando gli sforzi per ripulire l’area irachena dagli ipocriti, più pericolosi dei non credenti, poiché nel santo Corano si chiede di combattere gli ipocriti prima dei giudei o di Israele. Netanyahu può quindi dormire sogni tranquilli che a Gaza non ci saranno i takfiri, i salkafiti gli smembratori, nessun pericolo, per ora. Tutti gli sforzi sono quindi necessari per annientare Hamas ed evitare che, assieme a Fatah possa cambiare la strategia politica di Gaza. Strategia politica che potrebbe essere negativa per lo stato sionista poiché già nel 2007 l’ex capo di stato maggiore della Israeli Defence Force (IDF), Moshe Ya’alon, ammetteva che i veri obbiettivi dell’operazione Piombo Fuso erano i giacimenti di Gas stimati in 1,4 miliardi di metri cubi che non sarebbero finiti per migliorare la vita dei cittadini di Gaza, ma avrebbero permesso ad Hamas di finanziare i terroristi stessi. Queste le giustificazioni di Yahlon, ma nella realtà appare sempre più evidente che una maggior indipendenza dei palestinesi per le forniture energetiche darebbe più peso economico nello scenario internazionale, cosa questa che non è possibile accettare secondo l’ideologia talmudico-sionista.

I media nazionali, interessati alle leggi elettorali, alla riduzione del senato ed alle prebende politiche nascondono ed omettono notizie di primissimo piano facendo invece mielina di fronte all’arroganza sfacciata della feccia sionista che per voce del loro megafono (Il Foglio) insistono sul diritto alla difesa, anche aggredendo, distraendo le vere mire sioniste. Ferrara è bravo in questo compito! Ma gli interessi incrociati tra Italia ed il Non-Stato sono molti: si pensi al settore delle armi, al commercio alimentare e agricolo che coinvolge i due paesi, senza dimenticare l’importanza immensa che offre l’Italia al Medioriente come enorme orecchio d’ascolto e come portaerei naturale. Probabilmente se gli italiani facessero un pochino la voce grossa qualche piccolo risultato lo potrebbe ottenere, ma c’è anche da dire che la codardia e l’opportunismo tipicamente italiano impediscono qualsiasi azione, anche solo a pensarla.

Nel frattempo a Gaza si schiatta come blatte nell’indignazioni retorica internazionale, ma nell’indifferenza globale.

Gaza, nel silenzio urlato di Vattimo

18 luglio 2014 Lascia un commento

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I sanguinosi avvenimenti che si stanno succedendo a Gaza lasciano spazio a poche parole: 230 morti e migliaia di feriti molti dei quali bambini donne ed anziani. Manca luce gas, acqua i servizi elementari per le persone e in questo lager il mondo occidentale distogli lo sguardo dalla pulizia etnica che i si sta attuando.

Nessun politico alza la voce contro questi misfatti, nessun uomo di religione, in particolare il Papa, condanna l’efferatezza dei massacri che si compiono, nessuno, salvo qualche piccola voce subito zittita dalla comunità ebraica Italia come antisemitismo.

Il solito trucco, la solito tecnica per creare il senso di colpa che ormai non ha nessun più valore di esistere, perché se semita equivale a massacrare un altro popolo derubandolo della sua terra, privandolo dell’aria che respira, dell’acqua per dissetarsi, delle medicine per curarsi allora credo che tutti siamo antisemiti. Non c’è nessuna giustificazione per versare il sangue di una popolazione che ha abitato lì in quelle terre da migliaia di anni, salvo quella di rubarla e di controbattere (con le armi, gli omicidi mirati) tutte le volte che i palestinesi tentano di alzare la testa per un grido di dolore.

Ma anche i media italiani, come sempre, chiudono tutti gli occhi per non voler vedere, per assecondare, per evitare imbarazzanti figure con il macellaio-sionista. Sia mai che perda qualche buon affare per quattro pidocchiosi di arabi!…E il massacro continua.

Per fortuna ci pensa uno che peli sulla lingua non li ha.

E’ Vattimo, il filosofo cantore delle libertà sessuali, della parità sociali, degli animali (ma in questo caso non si riferisce ai sionisti che non appartengono al regno animale) che in un’intervista a Radio24 espone apertamente e con grande verità d’espressione il pensiero comunemente taciuto dai più. Si riportano alcune sue affermazioni: «Israele stato canaglia». «Israele stato nazista e fascista, peggio di Hitler», «Andrei a Gaza – dice Vattimo – a combattere a fianco di Hamas, direi che è il caso di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero, in Spagna non era niente in confronto a questo. E’ un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza. L’unica cosa seria è che ci vogliono le brigate internazionali», «Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono peggio di Hitler perché hanno anche l’appoggio delle grandi democrazie occidentali (che Hitler non aveva, ndr)» e via di seguito con altre esposizioni più che condivisibili, specialmente quella sull’omerta dei media italiani ed occidentali foraggiati dalle grandi lobbi ebraiche internazionali che appoggiano Israele.

 

A supporto delle sue parole c’è la dichiarazione della bella sionista  Ayelet Shaked (parlamentare del Knesset) che innocentemente esprime il suo disappunto per la questione palestinese: "They have to die and their houses should be demolished so that they cannot bear any more terrorists," Shaked said, adding, "They are all our enemies and their blood should be on our hands. This also applies to the mothers of the dead terrorists.”

Devono morire (i palestinesi) e le loro case devono essere distrutte così non potranno avere altri terroristi. Sono i nostri nemici e il loro sangue dovrebbe scorrere sulle nostre mani e questo deve essere fatto anche alle madri dei terroristi morti.

La democrazia del Non-Stato si esprime anche in questa maniera, ma in un passato recente, in quella culla di rispetto come ebbe a dire nel 2000 Peres in occasione del 150° anniversario della nascita di Jabotinsky: «He did not forget that democracy is not just elections and decisions, it is a system of relations, a system of manners. It is, above all else, a constant test of humanitarian culture.» (quest’ultima frase induce a chiedersi se ancora non abbiano concluso i test per una cultura umanitaria) accadde, per esempio, che il ministro degli interni propose una legge per deportare oltre 50.000 persone tra sudanesi ed eritrei che avevano chiesto asilo politico e che essendo di religione ebraica si erano rifugiati in Israele. Ma va da se che essi, le bestie, non appartenendo alla razza bianca eletta da dio, non possono essere considerati sicuri e per tale motivo vanno espulsi  dal paese e incarcerati quelli che potrebbero portare disordini creando apposta dei luoghi di detenzione per loro.

Agli osservanti delle parole del vecchio testamento (1 Samuele 17,49):«Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.»

L’antisemita francese

30 dicembre 2013 Lascia un commento

 

E di questi giorni la pubblicità, anzi, la diffamazione che la televisione italiana sta portando avanti contro un comico francese Dieudonné M’bala M’bala.

Si tratta di un comico francese per anni impegnato nelle campagne antirazziste politicamente coinvolto fin dal 1997 tanto da prendere l’8% dei voti al Front National. Un uomo di sinistra di successo, come ce ne sono tanti in Italia, ma impegnato a favore dei “sans papier” una specie di Kyenge ma, contrariamente alla nostra ministro, di cultura francese. Ma perché adesso, in Italia, se ne fa una pubblicità negativa tacciandolo di antisemitismo, anche se nessuno prima lo conosceva?

Il tutto risale al 2003 quando in uno rappresentazione teatrale apparve travestito da colono israeliano con cappello nero da haredi e mimetica salutando il pubblico con “Heil Israel” (c’è da ricordare che i coloni sionisti, in barba a tutti i trattati  sottoscritti, continuano ad invadere la terra dei palestinesi, sottraendo la terra, le risorse idriche e ghettizzando gli abitanti di quei luoghi in lager, come sta accadendo a Gaza nel più totale silenzio dei media).
Da quell’istante l’intero mondo giudaico-sionista ha iniziato la sua opera diffamatoria, la denigrazione, la creazione di un non-uomo e tutto per ordine del Conseil Répresentatif des Institution Juives de France che è la copia dell’Anti Defamation League e dell’AIPAC americano, da quel momento Dieudonné non è apparso più nelle TV, ha perso contratti e gli amici della sinistra francese, che prima lo portavano in palmo di mano, l’hanno abbandonato al suo destino.

Ma perché tanto chiasso per un comico? Oltre all’antefatto Dieudonné ha prodotto una specie di saluto la “quenelle”, una specie di salsicciotto. Il gesto fu attuato tempo fa alle autorità francesi, forse in risposta alla continua vessazione, ma tanto è bastato che la LICRA (Ligue internationale contre le racisme et l’antisémitisme) accusasse Dieudonné di antisemitisimo indicando con quel gesto come un atto di sodomizzazione della Shoa.

E’ bastato questo per scatenare in youtube una valanga di un “Te mettre une quénelle” per ridicolizzare una denuncia senza fondamento. Ma i sionisti non perdonano, sono arroganti, permalosi e isterici e non hanno il minimo senso dell’umorismo.

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(dell’Interno Manuel Valls, sionista sfegatato, mentre posa sorridente e ignaro fra giovani che gli fanno il gesto dell’ombrello)

Il peggio delle foto si sono avute a cause di due soldati messi a guardia della sinagoga di Parigi nel XVI° Arrondissement che si sono fatti riprendere con il gesto della “quenelle”.

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Scoperti sono stati sospesi e messi in punizione: non si scherza con le sinagoghe (ma con le chiese abusate dalle femen questo sì). il risultato della punizione ha avuto l’effetto che altre militari si sono fatti riprendere facendo la “quenelle”.

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Il ministro dell’Interno, quello della foto, dopo questi fatti ha minacciato di prendere serie misure penali e Dieudonné, in risposta alla minaccia, ha chiesto la messa la bando e la denuncia “per nocumento all’ordine pubblico” contro la LICRA raccogliendo oltre 100 mila firme.

Ma tutto questo sta creando in Francia un movimento di esasperazione contro la selvaggia espropriazione culturale che sta avvenendo a favore di regole giudaiche appoggiate dal governo Hollande (sionista) e dalla combriccola giudaica di Henry Levy, Harlem Désir( grande sostenitore dei diritti dei gay) e Bernard Kouchner . L’esasperazione è così vivida che durante le marce contro i matrimoni omosessuali e le proteste anti tasse in Bretagna una loro delegazione è arrivata sotto i palazzi del potere per fischiare lo stesso Hollande.
Un altro fatto ha dell’incredibile: Dieudonné si è permesso di cantare una canzoncina dal titolo “Shoananas” sollecitando così la LICRA e SOS Racisme a citare il comico facendolo condannare a 20 mila euro di ammenda, ma che ha subito interposto il ricorso in appello. Al processo un folto gruppo di sionisti pronti a creare la bagarre si sono trovati di fronte anche un folto gruppo di sostenitori di Diuedonné i quali, cantando la Marsigliese, hanno messo fine, grazie anche alle forze di polizia alla pietosa scena sionista. Il video è meglio di mille parole:

 

E noi italiani che facciamo? Copiamo le parole del giornale giudaico sionista “Le Monde” e storpiamo i fatti negando la cultura, ma tacciando un uomo e un pensiero come antisemita.

War Game of Gaza

24 novembre 2012 Lascia un commento

BimboGaza

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I media occidentali hanno sostenuto in coro che l’attacco israeliano a Gaza è stato un’operazione diretta a stroncare il terrorismo come risposta al lancio dei missili palestinesi, però i media occidentali dimenticano che PRIMA del lancio de missili palestinesi gli israeliani avevano ucciso a sangue freddo Ahmed Jabari, un mediatore tra le fazioni più violente di Hamas che era riuscito per molto tempo, dopo l’operazione Piombo Colato, alias Piombo Fuso, ad evitare altri spargimenti di sangue.

L’amministrazione Obama aveva dato il consenso all’inizio di novembre proprio nella settimana delle elezioni e il punto centrale della questione non riguarda solo il sostegno di Washington, ma la diretta orchestrazione militare degli Usa nella progettazione e realizzazione dell’attacco a Gaza.

L’operazione “Pillard of Clouds”  inizia il 14 novembre, una settimana dopo l’elezione dei Obama, e ha come obbiettivo ufficiale l’abbattimento di Ahmed Jabari, in seguito l’operazione si svolgerà con bombardamenti generalizzati, senza obbiettivi sensibili, e con il dispiegamento di 75.000 militari delle truppe di terra pronti ad intervenire.

Quello che è interessante notare in tutta questa operazione c’è la partecipazione attiva e coordinata degli Usa nella preparazione e coordinazione delle operazioni.
Il fatto più significativo sta in un’operazione congiunta delle forze israeliane e americane proprio un mese prima dell’attacco, una specie di gioco di guerra, una prova generale in cui l’obbiettivo era provare il nuovo sistema anti-missilistico israeliano “Iron-Dome” contro attacchi vicini (Hamas ed Hezbollah) e lontani (Iran).

I due principali responsabili Ehud Barack e Leon Panetta avevano stabilito un processo di stretta collaborazione. Ai primi di Agosto Panetta era in Israele e vi ritornò due mesi dopo ai primi di ottobre, due settimane prima del lancio dell’operazione congiunta militare “Austere Challenge 12”. A metà ottobre iniziava la prima fase delle operazioni che culminava con il bombardamento di Gaza (14 Novembre). Il gioco di guerra a questo punto diventa reale ed evidenzia che il suo scopo principale era quello di portare effettivamente ad un’operazione militare a tutti gli effetti, poiché “Pillar of Clouds” fu effettivamente pianificata in anticipo tramite l’esercitazione “Austere Challenge 12”.

La partecipazione congiunta vedeva coinvolti i generali Craig Franklin (Usa) e il generale di brigata Shachar Shohat (Isr.), in cui gli obbiettivi strategici furono quelli di creare situazioni di tensione (stress situations) nello spazio aereo israeliano e sul mare per provare l’abilità di colpire obbiettivi vicini e lontani da Israele (Iran). La supervisione delle operazioni facevano capo all’ammiraglio James G. Stavridis, capo del Comando degli Stati Uniti d’Europa (EUCOM: United States European Command).  Alcune dichiarazioni del generale Stavridis affermano che l’operazione congiunta è stata portata avanti per simulare una guerra nel medioriente in cui sia richiesto l’intervento degli Usa a supporto nella difesa aerea ad Israele.

Il sistema di difesa, attuato (Iron-Dome) con la collaborazione americana, è costituito da alcune stazioni mobili di Patriot-Act3 collegate tra loro e gestite da un sistema di comando e controllo l’Aegis Combat System che in questo caso fu posizionato su mezzi al di fuori delle coste israeliane in navi, presumibilmente americane. Il 12 novembre il ministro della difesa israeliano Barak affermava che la partecipazione congiunta riflette la profonda cooperazione americana a sostegno di Israele contro la minaccia sempre più invadente di Hamas, aggiungendo che dopo questa esercitazione (sic) la difesa stabilirà un altro test simulando la possibilità che un più avanzato sistema di difesa non ancora provato (Arrow 3 e Magic Wand System). Notare la data: 12 novembre.

E’ difficile, se non impossibile definire quanto sta avvenendo in quella parte del Medioriente se non si conoscono i termini esatti della questione. Nessun giornalista serio dei vari media si è mai interessato attivamente per capire esattamente i profili del conflitto e dei massacri compiuti e per informare oggettivamente l’opinione pubblica. Tutti più o meno adagiati al pensiero comune, sulle parole di un alleato che attraverso il sostegno ad un governo sionista esercita parte del suo potere che altrimenti verrebbe meno, tale e tanta è la debolezza americana in questo momento. Purtroppo a farne le spese è la gente comune, quella che ogni giorno cerca di sopravvivere, ma questi non sono nemmeno definiti umani, anzi vengono usati come pedine di un gioco di guerra.

ref: globalresearch.com

Piccola pausa, ma non troppo…

6 agosto 2012 1 commento

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L’estate è al suo culmine e mi prenderò qualche giorno di riposo. Il caldo è insopportabile, ma non tanto per scoprire che Grillo dall’alto della sua saccenza non risparmia nemmeno le Olimpiadi: troppo nazionaliste.

La mina vagante di Grillo non accetta che una nazione, ancorché troppo sdolcinatamente festeggiante, abbia dei vincitori, no!
Tutti globalizzati, tutti appiattiti, tutti senza passato e senza presente. Grillo vuole solo mettere in pratica gli ordini di sua maestà britannica per meglio controllare questo popolo italiano, spesso servile e voltagabbana.

Povero Grillo, ma anche povera Italia finché produce questi personaggi non può meritarsi di meglio.

Aggiornamento del 10.08.2012 ore 8,57
Per fortuna che esiste anche una sportiva che ha risposto come si deve alle bordate di scemenza del Movimento 5 Stelle (mi ricorda tanto un movimento massonico, mah?!)

Diamo invece l’onore che spetta ai vincitori di queste olimpiadi, se non altro perché sconosciuti ai più che solo gli allori dei questo evento ci fanno conoscere, come Jessica Rossi, medaglia d’oro con 99/100, ma sopratutto ancora diciassettenne nel 2009, ha vinto il campionato italiano, il campionato europeo e il campionato mondiale di tiro.

Se i vari gazzetta dello sport fossero meno serve e meno venduti ai poteri che gestiscono quelle luride bische da 4 soldi del calcio e se avessero un pochino di amor per tutti gli sport, allora Grillo, che probabilmente non ha mai fatto nessuno sport se non quello di dare aria alla sua bocca, se ne ricrederebbe, forse!

Quando il sindacato vede la trave nell’occhio del popolo spremuto

16 maggio 2012 Lascia un commento

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“Occorre inviare un segnale chiaro a tutto il Paese che le tasse vanno pagate nei tempi e nei modi previsti dalla legge”. Queste le parole del sindacalista Bonanni a difesa dei lavoratori di Equitalia.

In effetti un buon sindacalista avrebbe il dovere di difendere i lavoratori, indipendentemente dal colore politico e della ditta di appartenenza, e così appare faccia Bonanni.

Quello che suona strano è che qualche anno fa il Ministro del Lavoro Tiziano Treu e Tito Boeri proposero una riforma sul lavoro con contratto unico suddividendolo in tre fasi. Un periodo di prova di sei mesi per valutare la qualità del lavoratore, quindi l’inserimento dal sesto mese al terzo anno tutelando il lavoratore da licenziamenti discriminatori e in fine il periodo di stabilità.(1)

La proposta fu cassata da Bonanni e da tutti i suoi consimili delle altre due confederazioni. Successivamente fu esaminata la prospettiva di Ichino di mettere alla porta l’1% della popolazione pelandrona nella pubblica amministrazione facendo posto alla classe dei precari e di chi era senza lavoro, i tre dell’Ave Maria hanno ribadito “Non esistono nullafacenti” (¹)

Andando avanti di questo passo e considerando che il mondo sindacale è una macchina mangia soldi ed è la seconda forza lavoro italiana, non ci si può meravigliare se i conti delle tre confederazioni non sono trasparenti. La nebbia e il pressapochismo impera a tutto tondo, tanto che l’ex radicale Capezzone avventava la cifra di 3.500 miliardi di lire nel 2002 il giro d’affari dei sindacati, indicando però che i conti erano sicuramente fatti per difetto. (²)

Dai sindacati dipendono molte cose: i contributi degli iscritti, i Caf, i patronati sindacali, il patrimonio immobiliare immenso, la raccolta del 5×1000, gli affari degli immigrati, le tessere e tutto all’ombra delle dichiarazioni fiscali, possibile?

Non dimentichiamo poi che i le confederazioni sindacali non pagano l’Ici, ora Imu e che il loro smisurato patrimonio immobiliare fu dato loro dallo stato italiano a seguito di una legge (n. 902 del 18 novembre 1977) che gli esentò anche dal pagamento di qualiasi tassa o imposta relativa al trasferimento dei beni. Inoltre, per quanto concerne l’Ici (ora Imu) il decreto n. 504 del 30 dicembre 1992 esonera questi enti dal pagamento dei tributi comunali.

Certo che fare il sindacalista con queste premesse è un bel lavoro tanto da lucrare anche su dei versamenti INPS mai pagati. Una legge del 1996, la 564, permette ai sindacalisti di avere il doppio contributo calcolato su versamenti “figurativi” legati agli ultimi stipendi realmente percepititi e l’onere di questi versamenti viene dato ovviamente all’Inps per tutti quei dipendenti in aspettativa per incarichi sindacali. Le confederazioni sindacali ovviamente non hanno mai versato un centesimo traendone gran beneficio per le loro economie. A questa legge se ne aggiunge un’altra, la Legge Mosca (LEGGE 11 giugno 1974, n. 252 – Regolarizzazione della posizione assicurativa dei dipendenti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione. (GU n.177 del 8-7-1974 )) che prevedeva dall’armistizio del’8 settembre 1943 ad alcune centinaia di persone per aver lavorato in nero o prestato attività sindacali, politiche assistenziali di essere messe in regola con i versamenti pensionistici. Era sufficiente una attestazione del sindacato per poter entrare di fatto a libro paga dell’Inps.

La legge Mosca prevedeva ovviamente una scadenza, ma in Italia fatta la legge…così che dalla sua scadenza iniziano le proroghe fino che ebbero il loro fine solo nell’aprile del 1980.

Proviamo a contare gli anni dall’ 8 settembre 1943 all’aprile del 1980. Dentro questa immensa forbice ci sono quasi tutti i nomi noti del sindacato: da Bertinotti a D’Antoni, quindi Trentin, Larizza, Del Turco, Marini.  (³)

In questo assalto alla dirigenza dello stato sociale italiano la voce forte di denuncia di Bonanni appare quasi un urlo disperato ed accorato di chi comincia intravvedere le loro prebende, i loro vantaggi, le loro ruberie, le corsie preferenziali di chi non ha mai lavorato, ma ha scaricato sull’intero mondo del lavoro l’onere delle loro mancanze.

(¹) Stefano Livadotti – L’altra Casta – Ed. Bompiani
(²) ibidem
(³) ibidem

Messaggi sconosciuti

14 maggio 2012 Lascia un commento

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Siamo arrivati ad un punto della nostra storia dove il rispetto dell’autorità degli stati nazionali è diventato subalterno al potere internazionalista globalista e mercatistico, utilizzando le popolazioni come merce di scambio a bassa manovalanza anziché  come fonte di idee e di progetti comuni.

In questo scenario, che in questi ultimi 10 anni è diventato sempre più evidente, le azioni svolte dalle grandi oligarchie bancarie e l’abbattimento delle regole finanziarie, il concetto di stato/nazione è diventato un ostacolo alle miserevoli intenzioni di questi soggetti. Ogni regola, ogni stato – quando presente – deve essere abbattuto in maniera tale da permettere la libera circolazione di merci, idee e uomini. Globalismo sfrenato senza esclusione di colpi.

Per tale motivo abbiamo avuto l’Europa sotto un’unione esclusivamente monetaria. Abbiamo un parlamento costituito da persone ininfluenti, incapaci di incidere sulle politiche generali e sugli interessi delle diverse popolazioni, per contro abbiamo invece una Commissione Europea capace di creare svolte pregiudizievoli per l’intera unità europea. Tale commissione non è eletta nemmeno dai parlamentari europei, non è stata votata da nessun cittadino europeo e non risponde a nessun. Sulla base di queste premesse si è instaurato in ogni nazione europea un governo fantoccio complice di quella congrega di parassiti che albergano a nostre spese presso il governo europeo e che ogni anno ricevono emolumenti aggiornati del 3%.

Anche l’Italia ha il suo rappresentante e Monti con estrema semplicità spiega che "I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione delle parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario." Non poteva essere più esplicito e senza giri di parole il messaggio è:" ogni stato deve cedere la sua sovranità ad una entità (l’Europa), della quale nessun italiano è stato chiamato a confermare con il proprio voto. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri paesi europei. Tutti quindi siamo chiamati alla rinuncia della nostra sovranità di decidere sulle nostre istituzioni sulle nostre tradizioni se contrarie a quelle indicate dalla Commissione Europea.

Una abdicazione legale, simile al putch nazista, simile a quello che Mussolini fece negli anni 20 o al colpo di stato del 1917 in Russia. L’Europa e tutti i suoi paesi ha abdicato ai poteri che la governano: le banche e la finanza.

Nel contempo abbiamo una platea di giramondo, di saltimbanchi, di giullari che strillano, vociano e aizzano gli uni contro gli altri, ma il messaggio è semplice: dividi i gruppi, evita la coesione, metti l’uno contro l’altro ed avrai il massimo controllo delle popolazioni.

Non è quello che sta accadendo? In Italia abbiamo il Movimento 5 stelle, guarda caso di origine massonica, in Francia abbiamo Hollande (sionista, ma già inquadrato dai poteri forti e messo in riga per quello che dovrà accadere), in Germania le sinistre vincono e il partito nazista (Piraten) sta avendo un gran successo, però, guarda caso in Austria il movimento di Heider (che si opponeva all’ingerenza bancaria e alla divisione delle banche d’affari dal mondo reale) non ha voce in capitolo ed è praticamente silenzioso mentre Heider è stato assassinato diffamandolo per la sua omosessualità (tipico comportamento dei terroristi tramite l’Hasbara). In Grecia i movimenti di sinistra e della destra più estremista prendono sempre di più piede come in Spagna. Una vera canea di gruppuscoli che si scioglieranno come neve al sole. Tutti manipolabili e tutti frazionati in sottogruppi, incapaci di coalizzarsi e di indirizzare i loro attacchi al vero marciume, al vero nemico: la finanza, il marciume plutocratico, le élites bancarie e le burocrazie di stato che si annidano come lercia rogna negli ingranaggi del funzionamento statale impedendone la sua attività.

D’altronde possiamo pensare che a quelli che vogliono dominare importi qualcosa? Pensiamo forse che si preoccupino più di tanto? Nella realtà sono così stuccosamente sinceri che anche il più scemo del villaggio non capirebbe, tanto che lo ammettono a piena voce che Monti, come nel caso Italia, è stato eletto perché è uno dei nostri, quando è stato nominato eravamo riuniti”.

Perché quindi meravigliarsi? Se lo dicono pure loro.

La giustizia Usa

2 maggio 2012 Lascia un commento

 

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Qualche tempo addietro avevamo i media stracolmi di notizie eclatanti per la barbarie di una pena che avrebbe dovuto essere inflitta ad una donna: la lapidazione. Parliamo di Sakineh, quella disgraziata rea e confessa di aver complottato per l’uccisione del marito assieme al suo amante.

In tutto mondo occidentale una valanga di urla, manifesti, di cortei a favore di questa donna dal viso dolce, ma dal pensiero omicida. La punizione, ci è stato detto, avrebbe potuto essere la lapidazione che in Iran viene applicata, ci è stato detto, a tutte le donne fedigrafe.

Poi si scorge che in Iran la pena della lapidazione è stata abolita dopo la caduta dello Scià e che la pena di morte viene esercitata solo se c’è il consenso dei parenti della vittima. Paese profondamente barbaro!.

In altre parti del mondo la pena di morte viene applicata senza che nessuno manifesti, senza cartelloni appesi sui municipi delle città e senza continue notizie nei telegiornali. Silenzio stampa.

In Usa, la patria della democrazia anche esportata, è stato messo a morte un carcerato che stava nel braccia della morte da oltre 37 anni. E’ stato ucciso con un’iniezione letale nel braccio della morte di Tulsa, in Oklahoma, Michael Bascum Selsor, condannato a morte per un omicidio commesso 37 anni fa quando aveva 20 anni. L’uomo, ora 57enne, era stato condannato per aver ucciso un uomo durante una rapina che si era conclusa con un bottino di 500 dollari. Prima che iniziasse l’esecuzione Selsor ha rivolto un saluto al figlio e alla sorella, mentre alcuni degli altri detenuti hanno salutato con un applauso l’uomo rimasto per 37 anni nel braccio della morte.

Michael Bascum Selsor

Fino ad ora credevamo che la giustizia avesse il suo corso, che in un grande paese come gli Usa ci fosse il senso della misura, della punizione e del perdono, invece scopriamo che la giustizia non solo agisce in maniera barbara, ma produce efferati crimini contro i quali lo Stesso governo Usa investe diversi milioni di dollari.

Tenere un uomo per 37 anni in carcere e quindi ammazzarlo come una bestia è il peggior crimine che la mente umana possa realizzare. Altro che Kafka, che nel vedere queste cose si rivolterebbe nella tomba. Qui siamo davanti ad un paese che della vita umana – per quanto colpevole sia di efferati crimini – non ha nessuna considerazione tanto da attendere decenni per servire la testa alla mannaia del boia con la calma di un freddo psicopatico.

Questi sono gli Usa, la nazione che distribuisce democrazia, libertà ed amore…ma siccome la giustizia non è di questo mondo anche loro avranno la loro Caporetto, anche loro avranno ciò che mille altri popoli hanno ricevuto durante il grande secolo americano.

Flytillia e Cycletillia la pace nel segno della tolleranza

16 aprile 2012 5 commenti

Ancora una volta la forza dei servizi segreti israeliani inducono le compagnie aeree di tutto il mondo a stilare delle liste nere (blacklists) dove indicare i soggetti che hanno come obbiettivo la manifestazione Flyfottilia. Come accaduto qualche tempo fa Israele non smentisce la sua indole democratica di paese civile, tollerante e liberista. In Israele c’è posto per tutti, a tutti è permesso manifestare come dimostrano alcune foto:

Non fatevi ingannare, i segni sulla schiena sono il risultato di un abbraccio fraterno che i soldati dell’IDF hanno voluto dare alla comitiva.

Non possiamo inoltre non ammirare il tentativo di abbraccio fatto dal colonnello Shalom Eisner ad un ciclo-attivista. La maldestra azione viene scambiata per un’aggressione:

L’aspetto più curioso di tutto questo è che probabilmente quelli di Flytillia non hanno firmato il contratto politico che Israele desidera far firmare, in certi casi, ai tutti i turisti che entrano nel paese:

 

Antartide, Lago Vostok (Восток): ricerca per la scienza?

16 febbraio 2012 Lascia un commento

E’ sicuramente una notizia banale, ma da qualche giorno sono state prelevati 40 litri di acqua da un lago di acqua dolce in Antartide.

Il fatto curioso è che questo lago si trova sotto quasi 4 km di ghiaccio in Antartide e la sua acqua è di 20 milioni di anni fa.
Gli scienziati si aspettano grandi cose e sopratutto di trovare delle forme di vita che si è evoluta nel corso di questi milioni di anni.

Il sospetto di trovare laghi nascosti sotto l’antartico fu prospettato da alcuni scienziati russi nel 19° secolo e dal Principe Pyotr Kropotkin. Successivamente le missioni di ispezione si susseguirono negli anni 50 e 60, ma senza successo a causa di molti problemi dovuti al clima e alla tecnologia che allora era molto limitata. Solo nel 1994 la presenza di questo lago sepolto da 4 km di ghiaccio fu provata da alcuni scienziati russi e britannici.

L’attesa delle analisi delle acque del Lago Vostok è frenetica, ci si aspetta di trovare batteri simili a quelli che si trovano negli abissi oceanici, ma completamente diversi a causa del loro isolamento di milioni di anni. Per gli scienziati è quindi di estremo interesse verificare l’evoluzione delle eventuali presenze di vita nel corso dei millenni, sopratutto in un ambiente completamente diverso, simile per certi versi a quello che si sospetta ci sia sotto la coltre ghiacciata di Marte.

Tale scoperta quindi ha una funzione non solo cognitiva dell’evoluzione delle specie animali, ma rappresenta una speranza di vita possibile anche in ambienti estranei al nostro pianeta come Giove, Marte e forse anche la Luna o qualche satellite di Giove. Il fatto curioso è che questa forma di vita non sta in un altro pianeta ma direttamente qui nella terra. La preoccupazione è quindi molto alta per il pericolo di contaminazione batterica negli scavi e nella estrazione del materiale.

Auguriamoci pertanto che questa scoperta sensazionale sia portatrice di conoscenza e di pace e non di sistemi atti ad offendere e mettere gli uni contro gli altri. Nei fatti e nella leggenda (?) secondo un pensiero “complottista” i nazisti verso la fine della seconda guerra mondiale avrebbero costruito una base segreta proprio nella zona del Lago Vostok. Nel 1943 Dönitz  annunciava che la “flotta sottomarina tedesca è orgogliosa di aver creato una fortezza inespugnabile per il Fuehrer sull’altra estremità del mondo“.

Secondo gli archivi della marina tedesca, mesi dopo che la Germania si era arresa agli alleati, nel mese di aprile 1945, il sottomarino tedesco U-530 arrivava al Polo Sud dal porto di Kiel dove i membri dell”equipaggio costruirono una grotta di ghiaccio per conservare diversi reperti risalenti al Terzo Reich, compresi i file segreti di Hitler. Si dice anche che in seguito il sottomarino U-977 abbia consegnato i resti di Adolf Hitler ed Eva Braun in Antartide per scopi di clonazione del DNA.  Il sottomarino rientrava quindi nel porto argentino di Mar-del-Plata arrendendosi alle autorità.

Appare inoltre che nel 1947 l’ammiraglio Richard E. Byrd guidò 4000 uomini (Usa, Inghilterra ed Australia) per un’invasione nell’Antatrtide  secondo un’operazione chiamata  “Operation Highjump”, ma riportò di aver incontrato un forte resistenza tedesca da alcuni flying saucers (dischi volanti nazisti) tale da indurlo a chiudere il progetto d’invasione. (qui una traccia della sua avventura e qui un altro aspetto curioso a pagina 31)

Vero o falso che siano queste cose è curioso come la spedizione russa si sia concentrata nello studio di questo lago, quando nella zona di osservazione, stando anche alle dichiarazioni di altri scienziati, appaiono esserci molti altri laghi con caratteristiche simili.

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