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Archive for the ‘Popolo’ Category

Gaza, nel silenzio urlato di Vattimo

18 luglio 2014 Lascia un commento

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I sanguinosi avvenimenti che si stanno succedendo a Gaza lasciano spazio a poche parole: 230 morti e migliaia di feriti molti dei quali bambini donne ed anziani. Manca luce gas, acqua i servizi elementari per le persone e in questo lager il mondo occidentale distogli lo sguardo dalla pulizia etnica che i si sta attuando.

Nessun politico alza la voce contro questi misfatti, nessun uomo di religione, in particolare il Papa, condanna l’efferatezza dei massacri che si compiono, nessuno, salvo qualche piccola voce subito zittita dalla comunità ebraica Italia come antisemitismo.

Il solito trucco, la solito tecnica per creare il senso di colpa che ormai non ha nessun più valore di esistere, perché se semita equivale a massacrare un altro popolo derubandolo della sua terra, privandolo dell’aria che respira, dell’acqua per dissetarsi, delle medicine per curarsi allora credo che tutti siamo antisemiti. Non c’è nessuna giustificazione per versare il sangue di una popolazione che ha abitato lì in quelle terre da migliaia di anni, salvo quella di rubarla e di controbattere (con le armi, gli omicidi mirati) tutte le volte che i palestinesi tentano di alzare la testa per un grido di dolore.

Ma anche i media italiani, come sempre, chiudono tutti gli occhi per non voler vedere, per assecondare, per evitare imbarazzanti figure con il macellaio-sionista. Sia mai che perda qualche buon affare per quattro pidocchiosi di arabi!…E il massacro continua.

Per fortuna ci pensa uno che peli sulla lingua non li ha.

E’ Vattimo, il filosofo cantore delle libertà sessuali, della parità sociali, degli animali (ma in questo caso non si riferisce ai sionisti che non appartengono al regno animale) che in un’intervista a Radio24 espone apertamente e con grande verità d’espressione il pensiero comunemente taciuto dai più. Si riportano alcune sue affermazioni: «Israele stato canaglia». «Israele stato nazista e fascista, peggio di Hitler», «Andrei a Gaza – dice Vattimo – a combattere a fianco di Hamas, direi che è il caso di fare le Brigate Internazionali come in Spagna, perché Israele è un regime fascista che sta distruggendo un popolo intero, in Spagna non era niente in confronto a questo. E’ un genocidio in atto, nazista, razzista, colonialista, imperialista e ci vuole una resistenza. L’unica cosa seria è che ci vogliono le brigate internazionali», «Israele vuole distruggere definitivamente i palestinesi, è una guerra di puro sterminio. Sono peggio di Hitler perché hanno anche l’appoggio delle grandi democrazie occidentali (che Hitler non aveva, ndr)» e via di seguito con altre esposizioni più che condivisibili, specialmente quella sull’omerta dei media italiani ed occidentali foraggiati dalle grandi lobbi ebraiche internazionali che appoggiano Israele.

 

A supporto delle sue parole c’è la dichiarazione della bella sionista  Ayelet Shaked (parlamentare del Knesset) che innocentemente esprime il suo disappunto per la questione palestinese: "They have to die and their houses should be demolished so that they cannot bear any more terrorists," Shaked said, adding, "They are all our enemies and their blood should be on our hands. This also applies to the mothers of the dead terrorists.”

Devono morire (i palestinesi) e le loro case devono essere distrutte così non potranno avere altri terroristi. Sono i nostri nemici e il loro sangue dovrebbe scorrere sulle nostre mani e questo deve essere fatto anche alle madri dei terroristi morti.

La democrazia del Non-Stato si esprime anche in questa maniera, ma in un passato recente, in quella culla di rispetto come ebbe a dire nel 2000 Peres in occasione del 150° anniversario della nascita di Jabotinsky: «He did not forget that democracy is not just elections and decisions, it is a system of relations, a system of manners. It is, above all else, a constant test of humanitarian culture.» (quest’ultima frase induce a chiedersi se ancora non abbiano concluso i test per una cultura umanitaria) accadde, per esempio, che il ministro degli interni propose una legge per deportare oltre 50.000 persone tra sudanesi ed eritrei che avevano chiesto asilo politico e che essendo di religione ebraica si erano rifugiati in Israele. Ma va da se che essi, le bestie, non appartenendo alla razza bianca eletta da dio, non possono essere considerati sicuri e per tale motivo vanno espulsi  dal paese e incarcerati quelli che potrebbero portare disordini creando apposta dei luoghi di detenzione per loro.

Agli osservanti delle parole del vecchio testamento (1 Samuele 17,49):«Davide cacciò la mano nella bisaccia, ne trasse una pietra, la lanciò con la fionda e colpì il Filisteo in fronte. La pietra s’infisse nella fronte di lui che cadde con la faccia a terra.»

L’antisemita francese

30 dicembre 2013 Lascia un commento

 

E di questi giorni la pubblicità, anzi, la diffamazione che la televisione italiana sta portando avanti contro un comico francese Dieudonné M’bala M’bala.

Si tratta di un comico francese per anni impegnato nelle campagne antirazziste politicamente coinvolto fin dal 1997 tanto da prendere l’8% dei voti al Front National. Un uomo di sinistra di successo, come ce ne sono tanti in Italia, ma impegnato a favore dei “sans papier” una specie di Kyenge ma, contrariamente alla nostra ministro, di cultura francese. Ma perché adesso, in Italia, se ne fa una pubblicità negativa tacciandolo di antisemitismo, anche se nessuno prima lo conosceva?

Il tutto risale al 2003 quando in uno rappresentazione teatrale apparve travestito da colono israeliano con cappello nero da haredi e mimetica salutando il pubblico con “Heil Israel” (c’è da ricordare che i coloni sionisti, in barba a tutti i trattati  sottoscritti, continuano ad invadere la terra dei palestinesi, sottraendo la terra, le risorse idriche e ghettizzando gli abitanti di quei luoghi in lager, come sta accadendo a Gaza nel più totale silenzio dei media).
Da quell’istante l’intero mondo giudaico-sionista ha iniziato la sua opera diffamatoria, la denigrazione, la creazione di un non-uomo e tutto per ordine del Conseil Répresentatif des Institution Juives de France che è la copia dell’Anti Defamation League e dell’AIPAC americano, da quel momento Dieudonné non è apparso più nelle TV, ha perso contratti e gli amici della sinistra francese, che prima lo portavano in palmo di mano, l’hanno abbandonato al suo destino.

Ma perché tanto chiasso per un comico? Oltre all’antefatto Dieudonné ha prodotto una specie di saluto la “quenelle”, una specie di salsicciotto. Il gesto fu attuato tempo fa alle autorità francesi, forse in risposta alla continua vessazione, ma tanto è bastato che la LICRA (Ligue internationale contre le racisme et l’antisémitisme) accusasse Dieudonné di antisemitisimo indicando con quel gesto come un atto di sodomizzazione della Shoa.

E’ bastato questo per scatenare in youtube una valanga di un “Te mettre une quénelle” per ridicolizzare una denuncia senza fondamento. Ma i sionisti non perdonano, sono arroganti, permalosi e isterici e non hanno il minimo senso dell’umorismo.

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(dell’Interno Manuel Valls, sionista sfegatato, mentre posa sorridente e ignaro fra giovani che gli fanno il gesto dell’ombrello)

Il peggio delle foto si sono avute a cause di due soldati messi a guardia della sinagoga di Parigi nel XVI° Arrondissement che si sono fatti riprendere con il gesto della “quenelle”.

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Scoperti sono stati sospesi e messi in punizione: non si scherza con le sinagoghe (ma con le chiese abusate dalle femen questo sì). il risultato della punizione ha avuto l’effetto che altre militari si sono fatti riprendere facendo la “quenelle”.

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Il ministro dell’Interno, quello della foto, dopo questi fatti ha minacciato di prendere serie misure penali e Dieudonné, in risposta alla minaccia, ha chiesto la messa la bando e la denuncia “per nocumento all’ordine pubblico” contro la LICRA raccogliendo oltre 100 mila firme.

Ma tutto questo sta creando in Francia un movimento di esasperazione contro la selvaggia espropriazione culturale che sta avvenendo a favore di regole giudaiche appoggiate dal governo Hollande (sionista) e dalla combriccola giudaica di Henry Levy, Harlem Désir( grande sostenitore dei diritti dei gay) e Bernard Kouchner . L’esasperazione è così vivida che durante le marce contro i matrimoni omosessuali e le proteste anti tasse in Bretagna una loro delegazione è arrivata sotto i palazzi del potere per fischiare lo stesso Hollande.
Un altro fatto ha dell’incredibile: Dieudonné si è permesso di cantare una canzoncina dal titolo “Shoananas” sollecitando così la LICRA e SOS Racisme a citare il comico facendolo condannare a 20 mila euro di ammenda, ma che ha subito interposto il ricorso in appello. Al processo un folto gruppo di sionisti pronti a creare la bagarre si sono trovati di fronte anche un folto gruppo di sostenitori di Diuedonné i quali, cantando la Marsigliese, hanno messo fine, grazie anche alle forze di polizia alla pietosa scena sionista. Il video è meglio di mille parole:

 

E noi italiani che facciamo? Copiamo le parole del giornale giudaico sionista “Le Monde” e storpiamo i fatti negando la cultura, ma tacciando un uomo e un pensiero come antisemita.

War Game of Gaza

24 novembre 2012 Lascia un commento

BimboGaza

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I media occidentali hanno sostenuto in coro che l’attacco israeliano a Gaza è stato un’operazione diretta a stroncare il terrorismo come risposta al lancio dei missili palestinesi, però i media occidentali dimenticano che PRIMA del lancio de missili palestinesi gli israeliani avevano ucciso a sangue freddo Ahmed Jabari, un mediatore tra le fazioni più violente di Hamas che era riuscito per molto tempo, dopo l’operazione Piombo Colato, alias Piombo Fuso, ad evitare altri spargimenti di sangue.

L’amministrazione Obama aveva dato il consenso all’inizio di novembre proprio nella settimana delle elezioni e il punto centrale della questione non riguarda solo il sostegno di Washington, ma la diretta orchestrazione militare degli Usa nella progettazione e realizzazione dell’attacco a Gaza.

L’operazione “Pillard of Clouds”  inizia il 14 novembre, una settimana dopo l’elezione dei Obama, e ha come obbiettivo ufficiale l’abbattimento di Ahmed Jabari, in seguito l’operazione si svolgerà con bombardamenti generalizzati, senza obbiettivi sensibili, e con il dispiegamento di 75.000 militari delle truppe di terra pronti ad intervenire.

Quello che è interessante notare in tutta questa operazione c’è la partecipazione attiva e coordinata degli Usa nella preparazione e coordinazione delle operazioni.
Il fatto più significativo sta in un’operazione congiunta delle forze israeliane e americane proprio un mese prima dell’attacco, una specie di gioco di guerra, una prova generale in cui l’obbiettivo era provare il nuovo sistema anti-missilistico israeliano “Iron-Dome” contro attacchi vicini (Hamas ed Hezbollah) e lontani (Iran).

I due principali responsabili Ehud Barack e Leon Panetta avevano stabilito un processo di stretta collaborazione. Ai primi di Agosto Panetta era in Israele e vi ritornò due mesi dopo ai primi di ottobre, due settimane prima del lancio dell’operazione congiunta militare “Austere Challenge 12”. A metà ottobre iniziava la prima fase delle operazioni che culminava con il bombardamento di Gaza (14 Novembre). Il gioco di guerra a questo punto diventa reale ed evidenzia che il suo scopo principale era quello di portare effettivamente ad un’operazione militare a tutti gli effetti, poiché “Pillar of Clouds” fu effettivamente pianificata in anticipo tramite l’esercitazione “Austere Challenge 12”.

La partecipazione congiunta vedeva coinvolti i generali Craig Franklin (Usa) e il generale di brigata Shachar Shohat (Isr.), in cui gli obbiettivi strategici furono quelli di creare situazioni di tensione (stress situations) nello spazio aereo israeliano e sul mare per provare l’abilità di colpire obbiettivi vicini e lontani da Israele (Iran). La supervisione delle operazioni facevano capo all’ammiraglio James G. Stavridis, capo del Comando degli Stati Uniti d’Europa (EUCOM: United States European Command).  Alcune dichiarazioni del generale Stavridis affermano che l’operazione congiunta è stata portata avanti per simulare una guerra nel medioriente in cui sia richiesto l’intervento degli Usa a supporto nella difesa aerea ad Israele.

Il sistema di difesa, attuato (Iron-Dome) con la collaborazione americana, è costituito da alcune stazioni mobili di Patriot-Act3 collegate tra loro e gestite da un sistema di comando e controllo l’Aegis Combat System che in questo caso fu posizionato su mezzi al di fuori delle coste israeliane in navi, presumibilmente americane. Il 12 novembre il ministro della difesa israeliano Barak affermava che la partecipazione congiunta riflette la profonda cooperazione americana a sostegno di Israele contro la minaccia sempre più invadente di Hamas, aggiungendo che dopo questa esercitazione (sic) la difesa stabilirà un altro test simulando la possibilità che un più avanzato sistema di difesa non ancora provato (Arrow 3 e Magic Wand System). Notare la data: 12 novembre.

E’ difficile, se non impossibile definire quanto sta avvenendo in quella parte del Medioriente se non si conoscono i termini esatti della questione. Nessun giornalista serio dei vari media si è mai interessato attivamente per capire esattamente i profili del conflitto e dei massacri compiuti e per informare oggettivamente l’opinione pubblica. Tutti più o meno adagiati al pensiero comune, sulle parole di un alleato che attraverso il sostegno ad un governo sionista esercita parte del suo potere che altrimenti verrebbe meno, tale e tanta è la debolezza americana in questo momento. Purtroppo a farne le spese è la gente comune, quella che ogni giorno cerca di sopravvivere, ma questi non sono nemmeno definiti umani, anzi vengono usati come pedine di un gioco di guerra.

ref: globalresearch.com

Piccola pausa, ma non troppo…

6 agosto 2012 1 commento

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L’estate è al suo culmine e mi prenderò qualche giorno di riposo. Il caldo è insopportabile, ma non tanto per scoprire che Grillo dall’alto della sua saccenza non risparmia nemmeno le Olimpiadi: troppo nazionaliste.

La mina vagante di Grillo non accetta che una nazione, ancorché troppo sdolcinatamente festeggiante, abbia dei vincitori, no!
Tutti globalizzati, tutti appiattiti, tutti senza passato e senza presente. Grillo vuole solo mettere in pratica gli ordini di sua maestà britannica per meglio controllare questo popolo italiano, spesso servile e voltagabbana.

Povero Grillo, ma anche povera Italia finché produce questi personaggi non può meritarsi di meglio.

Aggiornamento del 10.08.2012 ore 8,57
Per fortuna che esiste anche una sportiva che ha risposto come si deve alle bordate di scemenza del Movimento 5 Stelle (mi ricorda tanto un movimento massonico, mah?!)

Diamo invece l’onore che spetta ai vincitori di queste olimpiadi, se non altro perché sconosciuti ai più che solo gli allori dei questo evento ci fanno conoscere, come Jessica Rossi, medaglia d’oro con 99/100, ma sopratutto ancora diciassettenne nel 2009, ha vinto il campionato italiano, il campionato europeo e il campionato mondiale di tiro.

Se i vari gazzetta dello sport fossero meno serve e meno venduti ai poteri che gestiscono quelle luride bische da 4 soldi del calcio e se avessero un pochino di amor per tutti gli sport, allora Grillo, che probabilmente non ha mai fatto nessuno sport se non quello di dare aria alla sua bocca, se ne ricrederebbe, forse!

Quando il sindacato vede la trave nell’occhio del popolo spremuto

16 maggio 2012 Lascia un commento

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“Occorre inviare un segnale chiaro a tutto il Paese che le tasse vanno pagate nei tempi e nei modi previsti dalla legge”. Queste le parole del sindacalista Bonanni a difesa dei lavoratori di Equitalia.

In effetti un buon sindacalista avrebbe il dovere di difendere i lavoratori, indipendentemente dal colore politico e della ditta di appartenenza, e così appare faccia Bonanni.

Quello che suona strano è che qualche anno fa il Ministro del Lavoro Tiziano Treu e Tito Boeri proposero una riforma sul lavoro con contratto unico suddividendolo in tre fasi. Un periodo di prova di sei mesi per valutare la qualità del lavoratore, quindi l’inserimento dal sesto mese al terzo anno tutelando il lavoratore da licenziamenti discriminatori e in fine il periodo di stabilità.(1)

La proposta fu cassata da Bonanni e da tutti i suoi consimili delle altre due confederazioni. Successivamente fu esaminata la prospettiva di Ichino di mettere alla porta l’1% della popolazione pelandrona nella pubblica amministrazione facendo posto alla classe dei precari e di chi era senza lavoro, i tre dell’Ave Maria hanno ribadito “Non esistono nullafacenti” (¹)

Andando avanti di questo passo e considerando che il mondo sindacale è una macchina mangia soldi ed è la seconda forza lavoro italiana, non ci si può meravigliare se i conti delle tre confederazioni non sono trasparenti. La nebbia e il pressapochismo impera a tutto tondo, tanto che l’ex radicale Capezzone avventava la cifra di 3.500 miliardi di lire nel 2002 il giro d’affari dei sindacati, indicando però che i conti erano sicuramente fatti per difetto. (²)

Dai sindacati dipendono molte cose: i contributi degli iscritti, i Caf, i patronati sindacali, il patrimonio immobiliare immenso, la raccolta del 5×1000, gli affari degli immigrati, le tessere e tutto all’ombra delle dichiarazioni fiscali, possibile?

Non dimentichiamo poi che i le confederazioni sindacali non pagano l’Ici, ora Imu e che il loro smisurato patrimonio immobiliare fu dato loro dallo stato italiano a seguito di una legge (n. 902 del 18 novembre 1977) che gli esentò anche dal pagamento di qualiasi tassa o imposta relativa al trasferimento dei beni. Inoltre, per quanto concerne l’Ici (ora Imu) il decreto n. 504 del 30 dicembre 1992 esonera questi enti dal pagamento dei tributi comunali.

Certo che fare il sindacalista con queste premesse è un bel lavoro tanto da lucrare anche su dei versamenti INPS mai pagati. Una legge del 1996, la 564, permette ai sindacalisti di avere il doppio contributo calcolato su versamenti “figurativi” legati agli ultimi stipendi realmente percepititi e l’onere di questi versamenti viene dato ovviamente all’Inps per tutti quei dipendenti in aspettativa per incarichi sindacali. Le confederazioni sindacali ovviamente non hanno mai versato un centesimo traendone gran beneficio per le loro economie. A questa legge se ne aggiunge un’altra, la Legge Mosca (LEGGE 11 giugno 1974, n. 252 – Regolarizzazione della posizione assicurativa dei dipendenti dei partiti politici, delle organizzazioni sindacali e delle associazioni di tutela e rappresentanza della cooperazione. (GU n.177 del 8-7-1974 )) che prevedeva dall’armistizio del’8 settembre 1943 ad alcune centinaia di persone per aver lavorato in nero o prestato attività sindacali, politiche assistenziali di essere messe in regola con i versamenti pensionistici. Era sufficiente una attestazione del sindacato per poter entrare di fatto a libro paga dell’Inps.

La legge Mosca prevedeva ovviamente una scadenza, ma in Italia fatta la legge…così che dalla sua scadenza iniziano le proroghe fino che ebbero il loro fine solo nell’aprile del 1980.

Proviamo a contare gli anni dall’ 8 settembre 1943 all’aprile del 1980. Dentro questa immensa forbice ci sono quasi tutti i nomi noti del sindacato: da Bertinotti a D’Antoni, quindi Trentin, Larizza, Del Turco, Marini.  (³)

In questo assalto alla dirigenza dello stato sociale italiano la voce forte di denuncia di Bonanni appare quasi un urlo disperato ed accorato di chi comincia intravvedere le loro prebende, i loro vantaggi, le loro ruberie, le corsie preferenziali di chi non ha mai lavorato, ma ha scaricato sull’intero mondo del lavoro l’onere delle loro mancanze.

(¹) Stefano Livadotti – L’altra Casta – Ed. Bompiani
(²) ibidem
(³) ibidem

Messaggi sconosciuti

14 maggio 2012 Lascia un commento

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Siamo arrivati ad un punto della nostra storia dove il rispetto dell’autorità degli stati nazionali è diventato subalterno al potere internazionalista globalista e mercatistico, utilizzando le popolazioni come merce di scambio a bassa manovalanza anziché  come fonte di idee e di progetti comuni.

In questo scenario, che in questi ultimi 10 anni è diventato sempre più evidente, le azioni svolte dalle grandi oligarchie bancarie e l’abbattimento delle regole finanziarie, il concetto di stato/nazione è diventato un ostacolo alle miserevoli intenzioni di questi soggetti. Ogni regola, ogni stato – quando presente – deve essere abbattuto in maniera tale da permettere la libera circolazione di merci, idee e uomini. Globalismo sfrenato senza esclusione di colpi.

Per tale motivo abbiamo avuto l’Europa sotto un’unione esclusivamente monetaria. Abbiamo un parlamento costituito da persone ininfluenti, incapaci di incidere sulle politiche generali e sugli interessi delle diverse popolazioni, per contro abbiamo invece una Commissione Europea capace di creare svolte pregiudizievoli per l’intera unità europea. Tale commissione non è eletta nemmeno dai parlamentari europei, non è stata votata da nessun cittadino europeo e non risponde a nessun. Sulla base di queste premesse si è instaurato in ogni nazione europea un governo fantoccio complice di quella congrega di parassiti che albergano a nostre spese presso il governo europeo e che ogni anno ricevono emolumenti aggiornati del 3%.

Anche l’Italia ha il suo rappresentante e Monti con estrema semplicità spiega che "I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessione delle parti delle sovranità nazionali ad un livello comunitario." Non poteva essere più esplicito e senza giri di parole il messaggio è:" ogni stato deve cedere la sua sovranità ad una entità (l’Europa), della quale nessun italiano è stato chiamato a confermare con il proprio voto. Lo stesso discorso vale per tutti gli altri paesi europei. Tutti quindi siamo chiamati alla rinuncia della nostra sovranità di decidere sulle nostre istituzioni sulle nostre tradizioni se contrarie a quelle indicate dalla Commissione Europea.

Una abdicazione legale, simile al putch nazista, simile a quello che Mussolini fece negli anni 20 o al colpo di stato del 1917 in Russia. L’Europa e tutti i suoi paesi ha abdicato ai poteri che la governano: le banche e la finanza.

Nel contempo abbiamo una platea di giramondo, di saltimbanchi, di giullari che strillano, vociano e aizzano gli uni contro gli altri, ma il messaggio è semplice: dividi i gruppi, evita la coesione, metti l’uno contro l’altro ed avrai il massimo controllo delle popolazioni.

Non è quello che sta accadendo? In Italia abbiamo il Movimento 5 stelle, guarda caso di origine massonica, in Francia abbiamo Hollande (sionista, ma già inquadrato dai poteri forti e messo in riga per quello che dovrà accadere), in Germania le sinistre vincono e il partito nazista (Piraten) sta avendo un gran successo, però, guarda caso in Austria il movimento di Heider (che si opponeva all’ingerenza bancaria e alla divisione delle banche d’affari dal mondo reale) non ha voce in capitolo ed è praticamente silenzioso mentre Heider è stato assassinato diffamandolo per la sua omosessualità (tipico comportamento dei terroristi tramite l’Hasbara). In Grecia i movimenti di sinistra e della destra più estremista prendono sempre di più piede come in Spagna. Una vera canea di gruppuscoli che si scioglieranno come neve al sole. Tutti manipolabili e tutti frazionati in sottogruppi, incapaci di coalizzarsi e di indirizzare i loro attacchi al vero marciume, al vero nemico: la finanza, il marciume plutocratico, le élites bancarie e le burocrazie di stato che si annidano come lercia rogna negli ingranaggi del funzionamento statale impedendone la sua attività.

D’altronde possiamo pensare che a quelli che vogliono dominare importi qualcosa? Pensiamo forse che si preoccupino più di tanto? Nella realtà sono così stuccosamente sinceri che anche il più scemo del villaggio non capirebbe, tanto che lo ammettono a piena voce che Monti, come nel caso Italia, è stato eletto perché è uno dei nostri, quando è stato nominato eravamo riuniti”.

Perché quindi meravigliarsi? Se lo dicono pure loro.

La giustizia Usa

2 maggio 2012 Lascia un commento

 

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Qualche tempo addietro avevamo i media stracolmi di notizie eclatanti per la barbarie di una pena che avrebbe dovuto essere inflitta ad una donna: la lapidazione. Parliamo di Sakineh, quella disgraziata rea e confessa di aver complottato per l’uccisione del marito assieme al suo amante.

In tutto mondo occidentale una valanga di urla, manifesti, di cortei a favore di questa donna dal viso dolce, ma dal pensiero omicida. La punizione, ci è stato detto, avrebbe potuto essere la lapidazione che in Iran viene applicata, ci è stato detto, a tutte le donne fedigrafe.

Poi si scorge che in Iran la pena della lapidazione è stata abolita dopo la caduta dello Scià e che la pena di morte viene esercitata solo se c’è il consenso dei parenti della vittima. Paese profondamente barbaro!.

In altre parti del mondo la pena di morte viene applicata senza che nessuno manifesti, senza cartelloni appesi sui municipi delle città e senza continue notizie nei telegiornali. Silenzio stampa.

In Usa, la patria della democrazia anche esportata, è stato messo a morte un carcerato che stava nel braccia della morte da oltre 37 anni. E’ stato ucciso con un’iniezione letale nel braccio della morte di Tulsa, in Oklahoma, Michael Bascum Selsor, condannato a morte per un omicidio commesso 37 anni fa quando aveva 20 anni. L’uomo, ora 57enne, era stato condannato per aver ucciso un uomo durante una rapina che si era conclusa con un bottino di 500 dollari. Prima che iniziasse l’esecuzione Selsor ha rivolto un saluto al figlio e alla sorella, mentre alcuni degli altri detenuti hanno salutato con un applauso l’uomo rimasto per 37 anni nel braccio della morte.

Michael Bascum Selsor

Fino ad ora credevamo che la giustizia avesse il suo corso, che in un grande paese come gli Usa ci fosse il senso della misura, della punizione e del perdono, invece scopriamo che la giustizia non solo agisce in maniera barbara, ma produce efferati crimini contro i quali lo Stesso governo Usa investe diversi milioni di dollari.

Tenere un uomo per 37 anni in carcere e quindi ammazzarlo come una bestia è il peggior crimine che la mente umana possa realizzare. Altro che Kafka, che nel vedere queste cose si rivolterebbe nella tomba. Qui siamo davanti ad un paese che della vita umana – per quanto colpevole sia di efferati crimini – non ha nessuna considerazione tanto da attendere decenni per servire la testa alla mannaia del boia con la calma di un freddo psicopatico.

Questi sono gli Usa, la nazione che distribuisce democrazia, libertà ed amore…ma siccome la giustizia non è di questo mondo anche loro avranno la loro Caporetto, anche loro avranno ciò che mille altri popoli hanno ricevuto durante il grande secolo americano.

Flytillia e Cycletillia la pace nel segno della tolleranza

16 aprile 2012 5 commenti

Ancora una volta la forza dei servizi segreti israeliani inducono le compagnie aeree di tutto il mondo a stilare delle liste nere (blacklists) dove indicare i soggetti che hanno come obbiettivo la manifestazione Flyfottilia. Come accaduto qualche tempo fa Israele non smentisce la sua indole democratica di paese civile, tollerante e liberista. In Israele c’è posto per tutti, a tutti è permesso manifestare come dimostrano alcune foto:

Non fatevi ingannare, i segni sulla schiena sono il risultato di un abbraccio fraterno che i soldati dell’IDF hanno voluto dare alla comitiva.

Non possiamo inoltre non ammirare il tentativo di abbraccio fatto dal colonnello Shalom Eisner ad un ciclo-attivista. La maldestra azione viene scambiata per un’aggressione:

L’aspetto più curioso di tutto questo è che probabilmente quelli di Flytillia non hanno firmato il contratto politico che Israele desidera far firmare, in certi casi, ai tutti i turisti che entrano nel paese:

 

Antartide, Lago Vostok (Восток): ricerca per la scienza?

16 febbraio 2012 Lascia un commento

E’ sicuramente una notizia banale, ma da qualche giorno sono state prelevati 40 litri di acqua da un lago di acqua dolce in Antartide.

Il fatto curioso è che questo lago si trova sotto quasi 4 km di ghiaccio in Antartide e la sua acqua è di 20 milioni di anni fa.
Gli scienziati si aspettano grandi cose e sopratutto di trovare delle forme di vita che si è evoluta nel corso di questi milioni di anni.

Il sospetto di trovare laghi nascosti sotto l’antartico fu prospettato da alcuni scienziati russi nel 19° secolo e dal Principe Pyotr Kropotkin. Successivamente le missioni di ispezione si susseguirono negli anni 50 e 60, ma senza successo a causa di molti problemi dovuti al clima e alla tecnologia che allora era molto limitata. Solo nel 1994 la presenza di questo lago sepolto da 4 km di ghiaccio fu provata da alcuni scienziati russi e britannici.

L’attesa delle analisi delle acque del Lago Vostok è frenetica, ci si aspetta di trovare batteri simili a quelli che si trovano negli abissi oceanici, ma completamente diversi a causa del loro isolamento di milioni di anni. Per gli scienziati è quindi di estremo interesse verificare l’evoluzione delle eventuali presenze di vita nel corso dei millenni, sopratutto in un ambiente completamente diverso, simile per certi versi a quello che si sospetta ci sia sotto la coltre ghiacciata di Marte.

Tale scoperta quindi ha una funzione non solo cognitiva dell’evoluzione delle specie animali, ma rappresenta una speranza di vita possibile anche in ambienti estranei al nostro pianeta come Giove, Marte e forse anche la Luna o qualche satellite di Giove. Il fatto curioso è che questa forma di vita non sta in un altro pianeta ma direttamente qui nella terra. La preoccupazione è quindi molto alta per il pericolo di contaminazione batterica negli scavi e nella estrazione del materiale.

Auguriamoci pertanto che questa scoperta sensazionale sia portatrice di conoscenza e di pace e non di sistemi atti ad offendere e mettere gli uni contro gli altri. Nei fatti e nella leggenda (?) secondo un pensiero “complottista” i nazisti verso la fine della seconda guerra mondiale avrebbero costruito una base segreta proprio nella zona del Lago Vostok. Nel 1943 Dönitz  annunciava che la “flotta sottomarina tedesca è orgogliosa di aver creato una fortezza inespugnabile per il Fuehrer sull’altra estremità del mondo“.

Secondo gli archivi della marina tedesca, mesi dopo che la Germania si era arresa agli alleati, nel mese di aprile 1945, il sottomarino tedesco U-530 arrivava al Polo Sud dal porto di Kiel dove i membri dell”equipaggio costruirono una grotta di ghiaccio per conservare diversi reperti risalenti al Terzo Reich, compresi i file segreti di Hitler. Si dice anche che in seguito il sottomarino U-977 abbia consegnato i resti di Adolf Hitler ed Eva Braun in Antartide per scopi di clonazione del DNA.  Il sottomarino rientrava quindi nel porto argentino di Mar-del-Plata arrendendosi alle autorità.

Appare inoltre che nel 1947 l’ammiraglio Richard E. Byrd guidò 4000 uomini (Usa, Inghilterra ed Australia) per un’invasione nell’Antatrtide  secondo un’operazione chiamata  “Operation Highjump”, ma riportò di aver incontrato un forte resistenza tedesca da alcuni flying saucers (dischi volanti nazisti) tale da indurlo a chiudere il progetto d’invasione. (qui una traccia della sua avventura e qui un altro aspetto curioso a pagina 31)

Vero o falso che siano queste cose è curioso come la spedizione russa si sia concentrata nello studio di questo lago, quando nella zona di osservazione, stando anche alle dichiarazioni di altri scienziati, appaiono esserci molti altri laghi con caratteristiche simili.

Italiani: popolo di merda, anzi popolo recchione.

6 gennaio 2012 11 commenti

Non voglio entrare nelle pastette politiche inutili e sempre opinabili. Siamo ormai in una condizione di sussistenza: il commercio arranca, l’agricoltura è ormai asfittica, le importazioni mancano, l’industria pesante ormai non c’è più da anni, scambiata con le quote latte e per grasse vacche da mungere a favore della Francia, Olanda e Germania. Questo lo sappiamo già.

Un buon padre di famiglia, blocca tutto, mette tutto al punto zero, ovvero rimette al suo posto le lancette dell’ orologio della nazione che sta affondando. Ma molti italiani sono ancora convinti, incoscientemente, di sopravvivere di fronte alla tragedia che ci colpirà tra qui a poco, poiché l’elezione del governo tecnico che Berlusconi ha permesso che si attuasse, maledetto lui e tutta la sua genia, è solo l’anticamera della totale distruzione dell’Italia, di quella terra che conosciamo, di quelle tradizioni che sono ormai arrivate al lumicino, che sono solo da viatico per le sagre di paese e per le feste rionali.

L’Italia, quella orgogliosa e produttiva, sempre pronta a scattare non c’è più e più lasciamo spazio a questa congrega di parassiti, sempre di più ci troveremo con il fango delle loro azioni alla gola. Non c’è tempo, e si deve agire in fretta!!!
Ma chi sono questi parassiti? Chi ha il coraggio di colpire questa grossa fetta di italiani che stanno succhiando dalla tetta di mamma Italia? Non è difficile sapere chi siano, ma è molto più facile colpire ed azzerare quanti stanno, giorno dopo giorno affossando, la nostra indipendenza.

La casta la conosciamo già è composta da qualche migliaio di persone, per lo più gente vigliacca ed inutile, capace solo di vivere del lavoro degli altri per i propri interessi. Sono molti, ma sono anche vigliacchi, capaci di cambiare bandiera a seconda del tempo che trovano sul loro percorso. Sono i primi che debbono essere colpiti, i primi che devono capire che gli italiani, quelli che lavorano e che producono si sono rotti le scatole. Sappiamo però che le tecniche denigratorie sono sempre sull’uscio e in questi giorni va molto di moda Cortina i suoi evasori, quella massa informe di arricchiti sfoggianti pellicce e fatture false. Il messaggio della plutocrazia è chiarissimo: “Vedete come sono i privati? Evasori, ladri, mistificatori, i primi a dichiarare un euro ed evaderne 100.000”, mentre loro, lo Stato, quello parassita, dice “Noi siamo qelli che colpiscono gli evasori, che colpiamo senza discriminazione che mettiamo dentro potenti e non potenti”.

Questo sarebbe il messaggio inviato dalle televisioni pubbliche!!! Messaggio laido, infame e maiale, come maiali sono quelli che solo adesso si accorgono delle evasioni e gli altri 60 anni di evasione che fine hanno fatto, come mai solo ora si accorgono di questo, chi vogliono prendere per i fondelli?  I Vari Rutelli, Fini, Berlusconi, Bossi, Monti, Cicchitto ed altri marci personaggi dove stavano quando pagavano in nero i conti delle proprie festine, degli incontri politici? E la GDF che cosa faceva? Si appoggiava ai vari gallonati per non “disturbare”? E le regole dello stato valgono solo per i piccolo cittadino?

Non prendete per i fondelli gli italiani, perché alla lunga una corda avanza anche per voi!!

Infatti, la modifica alla variazione delle varie prebende statali (tutti gli statali) deve essere approvata dallo stesso gruppo di persone che ne riceve il beneficio, ma ci credete voi che ne faranno qualcosa di costruttivo? Io no!
Quindi è ora di mettere mano al costrutto, di fare e di rovesciare questo stato inutile, parassita e sostanzialmente assistenzialista.
Sui rimborsi elettorali nessuno parla, per esempio, e si tratta di cifre da capogiro: 2,25 miliardi
Sulle energie rinnovabile, quelle che paghiamo sulle bollette dell’Enel e di Edison, paghiamo un contributo piccolino di circa 40 miliardi di euro.
In Sicilia, un’isola bellissima ma condotta malissimo, i costi salgono alle stelle e parliamo di cifre impensabili per un deputato (22.000 euro/mese), senza dimenticare che se va in pensione gli è garantita quella minima di 4000 euro/mese.
Secondo la Corte dei Conti (strapagata anche quella: 450 mila euro di stipendio per ogni consigliere) la corruzione della pubblica amministrazione costa agli italiani 60 miliardi di euro l’anno: quanto due o tre finanziarie.
Perchè non stroncare – con le cattive, con licenziamenti in tronco – questo «costo», sicuramente non-competitivo? A chi NON conviene tutto ciò?  A Monti, a quella pletora di parassiti che campeggiano in parlamento o a quel vecchio canchero che deplorevolmente non decide di annullarsi?

E’ pacifico che quanto attuato dal governo di adesso, ma anche da quelli passati in questi ultimi 60/70 anni, sono solo funzione di un progetto nichilista di svuotare la cultura, le tradizioni e il nerbo della nazione italiana, perché serve ai grandi potenti del mondo avere una nazione come baldracca di turno che possa sdraiarsi con uno e poi con l’altro, indifferentemente, pur di attuare i progetti di sovvertimento nazionale ed internazionale che si stanno attuando i questi ultimi anni.

Noi italiani non ce ne accorgiamo, corriamo a frotte a comperare cazzate di aziende svendute e delocalizzate, di prodotti fatti in serie, di articoli di plastica dall’infimo valore, di cibo prodotto in paesi sui quali nessuno è mai stato in grado di verificarne la qualità.
Noi italiani siamo sempre attenti alle mode, quelle americane, quelle inglesi, quelle francesi, ma stiamo poco attenti al nostro deretano. Una massa di finocchi, mi verrebbe da dire, ma la realtà è peggiore del pensiero, perché cos’altro possiamo pensare di costruttivo quando si vedono migliaia di persone a fare a file negli outlet o presso i negozi della Apple? E poi a casa magari mangiano pane e cipolle o croste di formaggio!

Popolo di merda, anzi popolo recchione, perché, in culo alla teoria omofobica, comprendo che l’italiano è un gran culattone. Pur di apparire vende anche se stesso senza discernere come e quando decidere di prenderlo, una vera baldracca!
Un vero omosessuale, decide lui quando, come e con chi appartarsi e questo è più che rispettabile, anzi fa parte della diversità che è necessaria ad una cultura per esprimere i “propri colori”, ma se rapportiamo questo alla massa culattiera che si fa inchiappettare giorno dopo giorno e aspetta la domenica per una partita fatta da degli infami calciatori che guadagnano milioni di euro ( alla faccia del povero cristo che rinuncia di mangiare pur di vedere la partita), beh, allora, siete proprio degli italiani di merda ed hanno ragione quegli stranieri che ci guardano con un sorriso beffardo “tu italiano essere recchione, vero? Te piacere prendere sempre grande bastone, ma non sulla schiena, ma in culo!” E noi, deficienti, ridiamo, ridiamo e sganasciamo per quelle parole veritiere che questo imbecille pronuncia nei nostri riguardi e mentre lo facciamo ci si ritrova in mutande.

Allora vogliamo svegliarci e mettere da parte tutte le cavolate di destra sinistra centro che non hanno mai risolto nulla, ma che hanno solo servito per separare. L’Italia è una sola, oggi, e Nord e Sud sono solo definizioni populistiche create bell’apposta da chi vuole separare per dominare. Non pensiamo che il sud sia peggio del nord. No, non era così, una volta, lo è adesso,  per certi aspetti; ma mentre un tempo – prima dell’unità d’Italia che quel vecchio bastardo  festeggia ad ogni occasione – nel sud c’era la  seconda più grande flotta mercantile del mondo, c’era la sanità per tutti, la casa per tutti, il lavoro per tutti, adesso c’è solo miseria, odio, nefandezze alimentate da uno stato che si serve dei più umili per attuare le sue bassezze. E più c’è miseria e più una popolazione è stremata dalla fatica, dal lavoro che non trova, più facilmente la malavita, la plutocrazia si sviluppa alimentando quel sottobosco di favori che vanno contro alla realtà che c’era prima dell’unità.

Non dividiamo, ma uniamo, questo dovrebbe essere il motto, invece se da un lato i nostri politici sono bravi parlatori, dall’altro mostrano la loro capacità di dividere a favore delle proprie bramosie e dei propri interessi.
Ora è giunto il momento di sporcarsi le mani, di mettere le mani in pasta e di togliere dalla latrina i cui stiamo affondando quella Italia che tutto il mondo ci invidia, per poco ancora.

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