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Archive for the ‘America’ Category

Altri 4 anni di sangue.

6 novembre 2012 1 commento

Sono diversi mesi che ci stanno martellando con le elezioni che si terranno tra pochi giorni in Usa e la sfida tra Romeny ed Obama appare sempre più serrata: sul filo di lana uno dei due (Obama) vincerà il mandato per finire l’operazione di disastro totale.

Disastro che ha visto l’attuale presidente portare avanti la politica aggressiva del suo predecessore G.W.Bush. Gli esempi che si possono enumerare sono moltissimi e in tutti la linea comune è una politica di aggressione, di interferenza con le politiche locali dei vari paesi del mondo. Basti pensare all’Iraq, all’Afghanistan, al Pakistan senza dimenticare gli ultimi avvenimenti che ci ha visti partecipi direttamente dalla nostra terra: la Libia, con la quale, poco meno di un anno prima del disastro, si era siglato un accordo di non aggressione, sottoscritto da Napolitano, Berlusconi, La Russa.

Ma Obama è anche quel presidente che appena insediato nella casa Bianca ricevette il Nobel per la pace un anno dopo la sua elezione “per i suoi sforzi straordinari volti a rafforzare la diplomazia internazionale e la cooperazione tra i popoli”. Nella sua carriera ci sono fatti eclatanti di mistificazione:

  1. l’iniezione di oltre 700 miliardi per l’economia, così vuole la vulgata comune, mentre i denari vanno a vantaggio delle banche americane e la disoccupazione cresce alle stelle;
  2. annuncia il ritiro di grossa parte delle truppe americane dall’Iraq prima della fine dell’agosto 2010 e di tutte le truppe entro la fine del 2011 (sappiamo invece che solo una piccola parte delle truppe sono state ritirate);
  3. propone ai leaders iraniani soluzioni per mettere da parte 30 anni di conflitti (ma nello stesso tempo inviava un’intera flotta di navi nel golfo persico ed impiantava basi missilistiche in Arabia Saudita);
  4. propone altresì un piano di non proliferazione nucleare a Praga (invece fa installare basi missilistiche nei paesi dell’ex-Unione Sovietica per minacciare la Russia);
  5. in Egitto inizia una politica con i mussulmani più intransigenti per alleviare il conflitto israelo-palestinese (i Fratelli Mussulmani, sostenuti dai centri di controllo Usa, saranno i veri vincitori dei successivi avvenimenti della rivoluzione araba in Egitto)
  6. propone la chiusura definitiva di Guantanamo, ma successivamente ammette l’impossibiità di portare a termine la sua proposta ed ordina una nuova ondata di processi approvando la detenzione illimitata contro oltre 40 detenuti
  7. provvede a fare rientrare nei ranghi di persone “normali” alcuni terroristi iraniani, oppositori dell’attuale regime.

Solo in questo spaccato di eventi da lui sottoscritti e voluti, in accordo con i padri fondatori del National Patriot Act, è sufficiente prendere per prendere visione delle contraddizioni e del sistema poliziesco e di terrore che questo presidente, assieme alla coalizione repubblicana, ha messo a punto.

Non attendiamoci quindi che la sua rielezione sia foriera di pace, giustizia e libertà, perché la missione devastante che questo manipolo di lazzaroni ha nei propri piani prevede anche l’uso della nostra terra. Lo disse pure una canaglia tempo addietro.

Obama insultato.

26 novembre 2011 1 commento

 

In Italia sappiamo che la maggior parte dei giornalisti, di fondo, sono dei profondi lecchini del potere costituito, incapaci di esprimere un pensiero che non sia diverso da quello dei loro padroni.

In Russia, per fortuna, c’è qualche cosa di diverso. E’ il caso di una giornalista, Tatyana Limanova, la quale durante un telegiornale della REN TV mandava a “fan culo” il presidente Obama.

 

 

Bisogna proprio dire che l’amore straniero nei riguardi dei presidenti americani ha un trend a crescere: ieri con le scarpe ed oggi con il dito medio e domani con qualche sputo.

L’alba dell’attacco all’Iran

10 novembre 2011 5 commenti

Nel frattempo che gli squali inizieranno a spolpare l’Italia di tutti i suoi capitali e delle sue ricchezze – già ci aveva pensato il massone di Napoleone e di Hitler – da più parti si stanno concretizzando le idee per un attacco “preventivo” contro gli impianti di arricchimento nucleare iraniano.

Già all’epoca del maremoto giapponese avevo evidenziato (leggasi il mio articolo: Nucleare, Merkel e Virus) che la causa della fuoriuscita del materiale atomico fosse dovuto al malfunzionamento di alcune pompe interne dei reattori, pompe queste controllate da alcuni computer della Siemes che furono messi fuori uso da un virus informatico (Stuxnet) sviluppato e messo a punto dai servizi segreti israeliani, gli stessi che bloccarono l’anno scorso decine di migliaia di pc in Iran. Il giochetto informatico, oltre a provocare la morte dei pc provocò anche quella di molti ingeneri iraniani Daryoush Rezaei, Majid Shahriari, Davani Masoud, Ali Mohammadi, e il ferimento del capo dell’organizzazione atomica iraniana Fereydoon Abbasi. Ma è evidente che tutto questo versar sangue non ha prodotto il risultato che Israele tende produrre: l’eliminazione della Repubblica Islamica dell’Iran (biblicamente l’odiato Amalek).

A nulla sono valsi i vari contrasti interni al Knesset di Tel Aviv tanto che l’opposizione dell’ex ministro degli esteri Tzipi Livni non concordava con le idee di un attacco preventivo contro l’Iran e lo stesso ex capo del Mossad, Efraim Halevy, affermava che il vero pericolo non è l’Iran ma la parte religiosa integralista di Israele: ‘Religious extremism is a greater threat than nuclear Iran‘. Se lo dice un ex capo del Mossad c’è sicuramente da crederci! Ma siccome le cose non avvengono per caso, ma per un disegno ben congegnato, molti velivoli militari israeliani e italiani (ripeto italiani!!) provvedevano a compiere voli addestrativi a lungo raggio dalla Base militare dell’aeronautica militare italiana di Decimomannu.

Nel frattempo si paventa un altro scenario che parrebbe stare alla base dell’attacco all’Iran: il prezzo del petrolio per il suo lento, ma costante declino. Israele “ha comprato miliardi di dollari infuturespetroliferi, una scommessa fondata sulla segreta conoscenza di eventi imminenti che farebbero salire il prezzo del barile, a dispetto di tutte le indicazioni in senso contrario” Loro sanno ciò che non ci è dato di sapere? E ad accompagnare questa possibilità ci sarebbe anche un gruppo dell’opposizione interna iraniana del partito del clero che vedrebbe nell’attacco all’Iran un ottimo motivo per un aumento del prezzo del greggio con le ricadute economiche che ne conseguono, ma sopratutto per pagare l’élite militare necessitaria di molti denari.

Nel frattempo anche l’Inghilterra muove le sue pedine sullo scenario del mediterraneo posizionando alcune navi e sommergibili capaci di far partire i Tomahawk, missili a lungo raggio, e allestendo la base di Diego Garcia nell’Oceano Indiano usata per gli attacchi all’Afghanistan.

Siccome le cose non stanno tutte sullo stesso piano militare, il Guardian ha messo in evidenza il piano militare Trident che ripropone ed attua il rimodernamento ed aumento degli arsenali nucleari dei maggiori paesi (Cina, Russia, Usa, Francia, Israele, Inghilterra, India, Pakistan). Nel caso specifico Israele ha convertito alcuni suoi missili balistici a lunga gittata il Jericho 3 che verranno caricati su sommergibili che la Germania ha loro fornito (meglio dire regalato, forse sempre per il solito ricatto semitico). Il rimodernamento permetterà ai criminali di Israele di aumentare la gittata da 3.000 a 8.000 km, il che vuol dire che tutte le capitali europee saranno sotto scacco ad ogni ricatto di Sion e sarà come avere il coltello alla gola.

E’ chiaro quindi che le pedine si stanno muovendo all’ordine di quel branco selvaggio guidato da Nethanyau e da Barak, due pazzi scatenati che all’ordine dei seguaci lubavitcher vogliono pulire il mondo dai loro nemici (il mondo intero?), tanto che nella loro seconda patria, gli Usa, l’Aipac (American-Israeli Political Committee) sta mettendo in piedi tutto il necessario per abbattere l’immobilismo di Obama e i suoi tentennamenti per spingerlo a compiere il passo per la 3a guerra mondiale. Infatti la Commissione Affari Esteri della Camera ha elaborato un disegno di legge che impedisce ogni contatto diplomatico con Teheran. In sostanza esso recita quanto segue:

(c) RESTRICTION ON CONTACT – No person employed with the United States Government may contact in an official or unofficial capacity any person that -
(1) is an agent, instrumentality, or official of, is affiliated with, or is serving as a representative of the Government of Iran; and
(2) presents a threat to the United States or is affiliated with terrorist organisations.

(d) WAIVER – The president may waive the requirements of subsection (c) if the president determines and so reports to the appropriate congressional committees 15 days prior to the exercise of waiver authority that failure to exercise such waiver authority would pose an unusual and extraordinary threat to the vital national security interests of the United States.

Traducendo:
c) Restrizione di contatti – Nessun funzionario del governo degli Stati Uniti può contattare, in veste ufficiale o non-ufficale, nessuna persona che:

1) sia un agente, o uno strumento, o un funzionario o affiliato, e delegato del governo dell’Iran; e
2) presenti una minaccia agli Stati Uniti o sia affiliato ad organizzazioni terroristiche.

d) Deroga – Il presidente può derogare alle prescrizioni del comma suddetto se il presidente decide e sottoponga in tal senso alle commissioni competenti del Congresso 15 giorni prima di esercitare la deroga, comprovando che il mancato esercizio della deroga pone una minaccia insolita e straordinaria agli interessi vitali degli Stati Uniti.

Cosa vuol dire tutto questo in termini pratici? Significa che né i Presidente, né il segretario di Stato e nessun diplomatico o emissario incaricato o potrà agire fintanto che il Presidente non convinca la Commissione per gli Affari Esteri (feudo dell’AIPAC) che non sussiste la minaccia vitale per gli interessi degli Stati Uniti.

E’ evidente il tono vessatorio e limitante il concetto democratico interno degli Stati Uniti che con questo disegno di legge, se verrà approvato, permetterà l’apertura della nuova era in America dove le libertà individuali, già di per sé accecate dal Patriot Act, verranno ancor più limitate e dove lo stato di polizia, stile la Stasi nella DDR, potrà rovesciare, disfare ed imporre qualsivoglia immonda azione come i attaccare l’Iran.
Per chi fosse interessato faccia un salto in questo indirizzo per capire come abbiano pianificato l’attacco ed a questo.

SALVATE IL SOLDATO …AMERICA!

28 settembre 2011 1 commento

Capisco poco di finanza e quel poco l’ho imparato sulla mia pelle, spesso rimettendoci di tasca mia, senza incolpare nessuno e tenendo ben stretta la borsa dei denari evitando che qualche mano lesta se ne approfittasse. E’ indubbio che l’ ignoranza in materia, la supponenza e l’avidità mi abbiano giocato dei brutti scherzi che comunque sono un doloroso bagaglio di esperienza per il futuro, se mai dovessi ripetersi.

A tale proposito e per capire come meglio vadano le cose che spesso i media trascurano di spiegare in maniera dettagliata e comprensibile, credo che sia necessario leggersi quanto scrive Iceberfinanza a proposito delle critiche americane sul debito europeo.

Barack Obama attacca l’Europa, colpevole ai suoi occhi di «non aver agito rapidamente, come avrebbe dovuto» per affrontare il problema del debito, così descrive la notizia, ma in profondità se ne capiscono i motivi e sopratutto si qualifica l’eccellenza del pulpito da cui arriva la predica. Obama, l’uomo del No, we can’t!

E’ affascinante ascoltare mister “No We Can’t ” Obama e bimbo Geithner dare lezioni all’Europa su come dovrebbe essere gestita una crisi, affascinante ascoltare dei falliti che insegnano come si gestisce un fallimento!

Washington – Barack Obama attacca l’Europa, colpevole ai suoi occhi di «non aver agito rapidamente, come avrebbe dovuto» per affrontare il problema del debito.

Il duro atto d’accusa del presidente degli Usa è arrivato durante una conferenza durante la quale Obama ha risposto alla domande poste dal pubblico via Linkedin, una sorta di social network che collega in tutto il mondo professionisti e operatori dei più vari settori economici: secondo Obama, la crisi finanziaria che sta travolgendo l’Europa «spaventa tutto il mondo», anche perché i passi intrapresi dai paesi dell’Eurozona non sarebbero stati all’altezza della situazione.

Obama ha sottolineato che l’Europa «non s’è mai pienamente ripresa dalla crisi del 2007». Inoltre, ha osservato che i governi europei non hanno mai affrontato in maniera adeguata «le sfide e le difficoltà che il loro sistema bancario era chiamato a rispondere: tutto ciò è stato aggravato da quello che sta accadendo in Grecia».

Ma Obama è andato oltre, sostenendo che i problemi «mal risolti nell’Unione europea hanno superato i confini del continente, finendo per danneggiare anche l’economia americana». In ultima analisi, implicitamente, Barack Obama ha attribuito quindi all’Europa la responsabilità di molti dei problemi dell’economia americana, in particolare quello del lavoro, che mettono a rischio la sua rielezione nel 2012. (Il secolo XIX )

Obama ormai è un ragazzo disperato in prenda allo sconforto, la crisi europea starebbe per danneggiare l’America!

Hanno messo in piedi la più imponente frode e manipolazione della storia finanziaria mondiale, sotto gli occhi conniventi della politica, la metastasi subprime ha contaminato il mondo intero, un manipolo di esaltati falliti ha socializzato le perdite facendo esplodere il debito americano e mondiale  e questo ragazzo ci viene a raccontare che la crisi europea rischia di danneggiare l’ America.

Goldman Sachs ha suggerito alla Grecia l’arte della manipolazione dei bilanci, AIG ha seminato il mondo intero di credit default swap, di armi di distruzione di massa e le cinque principali banche americane detengono oltre il 95 % della manipolazione dei mercati finanziari mondiali e questo illuminato, premio Nobel per la Pace ci viene a dire che non abbiamo agito rapidamente per affrontare il problema del debito, che stiamo spaventando il mondo intero.

Ci sono quasi 46 milioni di americani circa il 15 % dell’intera popolazione che vivono con la gamella elettronica in mano facendo la fila davanti ad un compiuter, contando sui cosidetti food stamps, “buoni pasto” elettronici, quotidianamente, per non morire di fame, di stenti, oltre 14 milioni di disoccupati ufficiali, senza contare coloro che lavorano a part.time per ragioni indipendenti dalla loro volontà, ben oltre il doppio se si contano quelli scoraggiati, la disoccupazione fantasma, milioni e milioni di famiglie buttate fuori di casa al ritmo di oltre 1 milione all’anno  e oltre 11 milioni di famiglie a rischio e questo ragazzo ci viene a dire che non abbiamo affrontato in modo adeguato la crisi.

Comprendo che non è facile amministrare una nazione dove le lobbies industriali e finanziare sostengono la tua candidatura, non è facile agire e ragionare liberamente quando quotidianamente la pressione della finanza è costante ed asfissiante, ti tiene sotto sequestro e non puoi muovere un dito senza il suo consenso,  ma per piacere evitiamo di fare brutte figure, e impariamo ad osservare ognuno la trave presente nelle proprie orbite!

Nel suo tour della costa Pacifica, Barack Obama ha raccolto circa 5 milioni di dollari in donazioni per la sua campagna in vista delle presidenziali del 2012. La capacità del presidente degli Stati Uniti di raccogliere finanziamenti non sembra risentire del calo nel tasso di approvazione sul suo operato.

Per gli americani che si affidano alle coperture assicurative private, i cui premi sono finanziati in gran parte dai datori di lavoro, il costo della sanità è in continuo aumento. Si tratta di una pessima notizia per il Presidente Obama, la cui riforma sanitaria è stata pensata in parte per ridurre il costo enorme del sistema sanitario. (America24).

Purtroppo come direbbe Oscar Wilde, tutti coloro che sono incapaci di imparare si sono messi  a insegnare, un manipolo di falliti che ci insegna come evitare un fallimento, un paese dove talvolta si manda a morte gli innocenti e pure ci si vanta in campagna elettorale! Sublime!

Signori l’America è in Italia altro che America! Cambiamo questo paese basta solo che i nostri figli possano trovare la dignità di un futuro migliore, scuola e innovazione e soprattutto una FAMIGLIA, spazziamo via le ragnatele della politica di un manipolo di falliti che soffocano questo paese!

Ma andiamo oltre e diamo un’occhiata a cosa sta accadendo al centro di gravità permamente americano ovvero il mercato immobiliare…

E’ affascinante osservare come alcuni commentatori nostrani hanno proposto il quarto aumento consecutivo dei valori delle abitazioni in America, segnalato dall’indice Case/Shiller Home Price Index QUI come una buona notizia.
Peccato che non si tenga conto dei fattori stagionali che ormai si sta concludendo la stagione principe del mercato immobiliare, primavera ed estate e che l’autunno e un nuovo lungo inverno ci stanno aspettando.

Qui sotto si può comprendere meglio la realtà, la differenza tra i prezzi stagionalmente corretti e non…

Thanks to http://timiacono.com/

David Blitzer ha sottolineato come siamo lontani da una ripresa sostenibile e che da oggi in poi cambia tutto. Non dimentichiamoci che l’economia americana dovrà scontare una nuova recessione!

In realtà i prezzi reali quelli al netto dell’inflazione stanno ancora scendendo e scenderanno ancora almeno tutto il prossimo anno, come ho condiviso in una recente intervista al SOLE24ORE.

In attesa di incontrarci tutti a Tortona con gli amici della Società Dante Alighieri, Sabato 1 Ottobre alle ore 16.00 presso la Sala Convegni della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, cliccando qui sotto con un libero contributo al nostro viaggio, al nostro lavoro è possibile avere un’analisi dettagliata della situazione italiana e del nostro debito pubblico, delle aste e delle sue emissioni, per cancellare alcune leggende metropolitane figlie della paranoia dei mercati finanziari, di alcuni economisti, commentatori e politici.

Fonte: Iceberfinanza

Netanyahu: this is real democracy!

25 maggio 2011 1 commento

Tutti hanno avuto modo di vedere una parte del discorso di Netanyahu al congresso degli Stati Uniti d’America, così come quella parte del discorso interrotto da una voce fuori campo che nessun media ha riportato senza interessarsi.

Quello che è stato evidenziato è la frase simbolica che Netanyahu ha pronunciato: This is real democracy!

Ne siamo certi?

Nei fatti il disturbatore è una ragazza  ebrea-americana (Rae Abileah) appartenente ad un gruppo (Codepink) di “dissidenti” contro le attività criminali e razziste che lo stato di Israele compie da più di 60 anni sulle popolazioni indigene.

Dopo essere entrata nella sala del Congresso ed atteso l’inizio del discorso di Netanyahu ha urlato “Stop Israeli war crimes!“. In pochi secondi le forze di sicurezza e alcuni presenti hanno messo a tacere l’intrusa.
Un applauso fragoroso e scrosciante ha quindi sostenuto il disagio di Netanyahu che ha continuato il suo discorso aggiungendo:

You know I take it as a badge of honor, and so should you, that in our free societies that you can have protest,” – “You can’t have these protest in the farcical parliaments in Tehran or in Tripoli. This is real democracy.”

Come evidenziato dal filmato l’intera sala del Congresso ha continuato un salutare su-e-giù ingraziandosi le simpatie di Netanyahu (come se ne avesse bisogno!!).

Nel frattempo la ragazza trattenuta dalle forze di sicurezza è stata brutalmente maltrattata e successivamente ricoverata in ospedale.

Questa è democrazia!

Fonte: Rawstory

‘Paint Drones’ potranno aiutare gli Usa a colpire i prossimi obbiettivi.

6 maggio 2011 Lascia un commento

A volte leggendo qualche romanzo si scorge che la realtà è sicuramente molto più variegata e complessa, certi romanzi sembrano favole per bambinetti appena svezzati.

L’aeronautica militare americana (United States Air Force) ha sollecitato alcune compagnie di ricerca militare per la produzione di una vernice/colla/polvere rilevabile dai mezzi di controllo radar ed elettromagnetici.

La notizia seppur interessante lascia spazio a mille ipotesi. Cosa servirebbe questa specie di vernice o colla? La realtà dei fatti sembra che usando alcuni velivoli privi di pilota (droni) si possa spargere una sostanza (colla o particolare vernice o polvere) su oggetti/persone così che possano essere identificati senza errore. L’applicazione permetterebbe quindi alle forze “democratiche” americane di poter colpire senza errore gli obbiettivi sensibili per la guerra al “terrorismo”.

Nella pratica questi “traccianti” molto piccoli emettono un segnale elettromegnetico e possono essere applicati sia a obbiettivi in movimento che a quelli stazionari. Il problema – fa presente l’ USAF –  è che non ci si deve far scorgere di questa azione, cosa questa che renderebbe vana l’operazione  (forse credono che i “terroristi” dicano apertamente dove sono, ma ‘sti americani sono scemi o geneticamente deficienti?).

Parola d’ordine: discrezione!

La realtà, sottolienano le Forze Usa, è che è facile tracciare (taggants) gli obbiettivi a terra, ma l’Air Force sta cercando una maniera per poter distribuire questi traccianti (taggants) “per dispersione aerea con piccoli velivoli controllati da remoto –  small remotely piloted aircraft (SRPA). “

La polvere/vernice tracciante – suggerisce l’USAF – potrebbe essere dispersa ad alte quote (ad esempio con le chemtrails. In questo caso di esperienza sembra che ne abbiano parecchia vista le tonnellate di schifezze che ci distribuiscono ogni giorno!!!!).

Le strade sono aperte: fuori le idee!!!

Per lo stesso motivo l’Usaf sta anche mettendo a punto un sistema di bomba che esploda ad una certa altezza irrorando una superficie con questa “vernice/polvere” tracciante, mentre una compagnia ha messo a punto un sistema di volo della grandezza di un colibrì capace di individuare e tracciare via video gli obbiettivi da controllare così da avvisare successivamente i sistemi di tracciamento di questa speciale “vernice/polvere” per colpire i diversi ” targets”.(1)

I “droni verniciatori” sono soltanto una piccola parte degli sforzi multimiliardari che i militari stanno sviluppando per stanare i “terroristi” o i “sospetti” capaci di nascondersi tra i i civili.

Fonte: Paintsquare

nb.
Ovviamente Israele non è da meno

(1) E’ interessante notare la verosimiglianza tra la storia dei romanzi e la realtà. In un libero di Dan BrwonLa verità del ghiaccio, la storia inizia in un laboratorio nella Groenlandia costantemente controllato da alcuni oggetti grandi poco più di un moscone capaci di verificare l’oggetto-target. Questi “mosconi” hanno una capacità che appare irreale, come la si legge nel romanzo, ma confrontando con la realtà dell’articolo sopra, forse, è Dan Brown che ha avuto accesso ad informazioni “discrete” per creare una storia, dall’apparenza irreale e fantascientifica.

Fine della sovranità nazionale.

4 maggio 2011 Lascia un commento

Aggiornamento del 14.02.2012

Molti ancora non se ne sono resi conto, ma questa forza di polizia che leggerete nell’articolo sotto è ora operante a 360°. Il potere è assoluto e se vogliamo fare un paragone, è come paragonare la FEMA americana assieme alla NSA.
Siccome ora i tempi per mettere in campo questi cani da guardia è arrivato dobbiamo aspettarci qualcosa che avrà il sapore di arresti improvvisi, senza un atto d’accusa, senza una prova, ma solo dei sospetti. L’esatta copia di quella che gli Usa hanno fatto con l’approvazione dell’ultima legge sulla libertà personale il National Defense Authorization Act.
Gente! Aprite gli occhi e non fatevi infinocchiare
come altri blogger riportano, i quali considerano questo genere di “arma” una specie di Interpol o FBI, per altra senza entrare nello specifico. Questo è un corpo superiore alla polizia militare, alla polizia locale e alla Interpol. Chiamiamola polizia politica con compiti militari atti a “redimere” quelle società/popolazioni/gruppi sociali che non si piegano ai voleri di un potere che nessuno ha voluto e che nel caso europeo è rappresentata dalla Commissione Europea composta da persone che nessun europeo ha mai votato…chiedetevi chi è stato allora e date uno sguardo al retroterra dei loro sostenitori per capire meglio.

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Sicuramente molti di noi non conosceranno il trattato di Velsen che è stato siglato il 18 ottobre del 2007. Alla fine con tutti i trattati che vengono stipulati e ratificati non ci si raccapezza più, no?

Beh, in questo caso sarebbe opportuno che le forze politiche italiane e i vari mezzi di informazione, relazionassero su questo trattato e di come è stato realizzato.

In sostanza è un accordo tra alcuni paesi dotati di Polizie militari: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia Nacional) e Olanda (Marechaussée) e ovviamente, per l’Italia, i Carabinieri. Da questo trattato è nato Eurogendfor una sorta di polizia sovranazionale che controlla tutto e tutti,  “una forza «pre-organizzata e dispiegabile in tempi rapidi» e capace «di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi». Ovviamente ci si domanda quale crisi si intende quando dicono “gestione delle crisi” .

I compiti di questo misterioso corpo paramilitare di polizia secondo l’art. 4) del trattato di Velsen:

  1. quello di condurre missioni di sicurezza e ordine pubblico;  
  2. monitorare, svolgere consulenza, guidare e  supervisionare le forze di polizia locali nello svolgimento delle loro ordinarie mansioni, ivi compresa l’attività’ d’indagine penale;  
  3. assolvere a compiti di sorveglianza pubblica, gestione del traffico, controllo delle frontiere e attività’ generale d’intelligence;  
  4. svolgere attività’ investigativa in campo penale, individuare i reati, rintracciare i colpevoli e tradurli davanti alle autorità’ giudiziarie competenti;
  5. proteggere le persone e i beni e mantenere l’ordine in caso di disordini pubblici; 
  6. formare gli operatori di polizia secondo gli standard internazionali;  
  7. formare gli istruttori, in particolare attraverso programmi di cooperazione. 

A commento degli articoli sopra citati mi viene il dubbio del doppione delle attività della polizia con questi compiti. Ma vediamo anche l’art. 5) cosa recita:

EUROGENDFOR potra’ essere messa a disposizione dell’Unione Europea (UE), delle Nazioni Unite (ONU), dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), dell’Organizzazione del Trattato  del Nord Atlantico (NATO) e di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche.

Da questo si evince quindi che le forze messe in campo potranno operare anche in settore e aree differenti da quelle europee. Il fatto stesso che si precisi la presenza della Nato o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche non lascia spazio a dubbi: la costituzione di una sorta di super-polizia sovranzionale con compiti extra-territoriali e non specificatamente rispondenti alle leggi dei diversi stati.

Ma chi comanda questa super-polizia? Il CIMIN che è un organo composto da personale nominato dal ministero della Difesa ed Esteri esercitando il controllo politico sulla nuova super-polizia e le condizioni di ingaggio. In sostanza il EUROGENDFOR  non risponde a nessun parlamento, né nazionale, né europeo, ma solo ed eslusivamente al CIMIN.

Questo è il fatto più grave in assoluto, poiché secondo il disegno di legge 3083-A e successiva Legge n. 84/10 del 14 maggio 2010, GU n. 134 del 11 giugno 2010, passata al Senato in assoluto silenzio, si scopre che Eurogendfor (già assolutamente attiva e funzionante benché l’Italia ancora non abbia ratificato), SOSTITUENDO e/o rinforzando le forze di polizia aventi status civile, può compiere un ampio spettro di attività. E come se non bastasse, sempre secondo il Trattato di Velsen all’art.  19) si legge che

  1. Se utilizzati per ragioni d’istituto, i beni, i redditi ed le altre proprieta’ appartenenti ad EUROGENDFOR sono esenti da qualsiasi forma di tassazione diretta.
  2. Gli acquisti di beni o servizi di consistente importo da parte di EUROGENDFOR per uso ufficiale sono esenti dall’imposta sul volume d’affari e da altre forme di tassazione indiretta.  
  3. L’importazione di beni e merci destinati ad uso ufficiale da parte di EUROGENDFOR è esente dal pagamento dei dazi doganali e da altre forme di tassazione indiretta.  
  4. I veicoli di EUROGENDFOR destinati ad  uso ufficiale sono esenti da tasse di immatricolazione ed automobilistiche.

Una pacchia totale!

Ma quello che è l’ossatura della super-polizia è

l’art. 21) Inviolabilita’ dei locali, degli edifici e degli archivi;
l’art. 22) per l’immunità dei provvedimenti esecutivi (nessuno potrà fare causa all’ EUROGENDFOR )
l’art. 23) comma 3 Le comunicazioni indirizzate ad EUROGENDFOR o da questa ricevute non possono essere oggetto di intercettazioni o interferenza.
l’art.28) i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor;

Il 14 maggio 2010 la Camera dei Deputati della Repubblica Italiana ratifica l’accordo. Presenti 443, votanti 442, astenuti 1. Hanno votato sì 442: tutti, nessuno escluso. Poco dopo anche il Senato dà il via libera, anche qui all’unanimità. Il 12 giugno il Trattato di Velsen entra in vigore in Italia. La legge di ratifica n° 84 riguarda direttamente l’Arma dei Carabinieri, che verrà assorbita nella Polizia di Stato, e questa degradata a polizia locale di secondo livello per i sottufficiali, mentre i graduati passeranno direttamente alle dipendenze del CIMIN. In altri termini è  stata creata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà (leggi immunità) e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno.

Uno degli aspetti inquietanti è la sede scelta per Eurogendfor: la caserma dei carabinieri «Generale Chinotto», che si trova a Vicenza. La stessa città dove è situata la più grande base militare statunitense in Italia, base che non è a disposizione della NATO ma soltanto del Pentagono, che vi mantiene un buon numero di testate nucleari.

Credo che ogni italiano con la propria ragione sappia distinguere tra ciò che è bene e ciò che è male e per quelli che ancora hanno capito di cosa si tratti consiglio di leggersi di nuovo l’articolo, perché siamo arrivati ad un punto di non ritorno di orwelliana memoria.

Fonti: stampalibera.compaolofranceschetti - eurogendforgoverno.iteuropa.eu

Centrata una scuola per bambini Down.

2 maggio 2011 Lascia un commento

L’azione umanitaria si vede da molte cose, una tra queste è quella di aver sterminato tre nipoti e il figlio più giovane di Gheddafi. Su questo non ci sono dubbi: gli aerei della Nato quando colpiscono, colpiscono duro e non fanno sconti a nessuno.

Infatti queste incursioni (Strike) hanno centrato un’abitazione del sanguinario dittatore eliminando una parte della sua famiglia. E’ così che si fa, dai! Non se ne poteva più con questa genia di persone che credono di avere il mondo in mano per un po’ di petrolio, e che diamine!!!

Ma…l’umanità della Nato è senza limiti, non ha precedenti, anzi ne ha molti e come nel passato alcune “piccole” sbavature nelle incursioni ne ha fatte parecchie.
In fondo sono uomini anche loro: errare humanum est, no?

Nel tentativo di massacrare quel dittatore gli aerei delle forze gloriose italo-franco-anglosassoni hanno centrato in pieno una scuola per bambini con la sindrome di Dow. Curiosa la cosa, no?

Un missile ha sbagliato obbiettivo e anziché scegliere l’edificio che secondo i servizi avrebbe dovuto ospitare Gheddafi, ha distrutto una scuola con tutto il suo contenuto.  Come diceva MaoTze-Tung, “i morti civili in guerra sono come le briciole che cadono dal tavolo“. E così, ancora una volta, che si aggiunge alle altre, ma che più di tanto non fa notizia, le forze gloriose alleate centrano un obbiettivo civile in nome di un’azione umanitaria, oppure speravano che ci fosse una scuola zeppa di bambini ritardati e che quindi la razza andasse in qualche maniera sistemata?

Per fortuna, visto che l’incursione è avvenuta di sabato, la scuola era vuota, ma è stata completamente distrutta grazie all’umanità della Nato.

Fonti: worldbulletin.netreuters.com

End the Occupation

26 aprile 2011 Lascia un commento

La libertà ha un prezzo che deve essere pagato.

Vanunu Mordechai è un tecnico nucleare israeliano che nel 1986 rivelò al Sunday Times che Israele aveva un piano nucleare segreto e che all’epoca aveva 200 testate nucleari (armi di distruzioni di massa). A seguito di quella dichiarazione, mentre si trovava a Roma, venne rapito da un’agente del Mossad e con la compiacenza dei nostri servizi (!) e riportato in Israele con l’accusa di alto tradimento.
Da allora Mordechai ha subito tutta una serie di vessazioni una tra le quali quella di scontare 18 anni di carcere in isolamento. Al suo rilascio, nel 2004, gli venne imposto di:

  • non può avere contatti con cittadini di altri paesi che non siano Israele
  • non può avvicinarsi ad ambasciate e consolati
  • non può possedere un telefono cellulare
  • non può accedere ad Internet
  • non può lasciare lo stato di Israele

Israele si proclama paese libero dal nucleare, ma in segreto si sta armando e i contributi alla ricerca e alla corsa agli armamenti provengono dalle tasse dei contribuenti americani.

Israele minaccia apertamente e senza ritegno che il male e il pericolo della sua esistenza è la presenza in Iran di fabbriche pronte a creare bombe atomiche che possono distruggere Israele.

Israele ha occupato dal 1948 ad oggi il 90% dei territori palestinesi, ha massacrato migliaia di persone in nome di una fede criminale, la fede sionista razziale e criminale.

Israele dal 2000 al 2009 ha ricevuto dagli Usa 24 miliardi di dollari per acquistare armi, attrezzature militari, bombe, sistemi di difesa elettronica.

Israele dal 2000 al 2009 ha ucciso 2.969 palestinesi attraverso l’occupazione militare illegale della Cis-Giordania (West Bank), dell’Est di Gerusalemme e della striscia di Gaza.

Arrigoni lavorava per un luogo comune dove ebrei, mussulmani e cristiani potessero vivere in pace, coltivando la stessa terra ed amando gli stessi bambini.

Si è chiesto e ottenuto la “No-Fly-Zone” per la Libia per salvare le persone dalle presunte persecuzioni delle truppe di Gheddafi sulla popolazione, ma non si è concessa agli abitanti di Gaza sottoposti a continui attacchi aerei di Israele.

Razza pura.

21 aprile 2011 Lascia un commento

Immaginiamo che nel mondo esista qualche democrazia in cui sia veramente bello viverci; immaginiamo che questo paese alberghi un senso comune di appartenenza e che sia abitato da persone di diversa estrazione sociale, provenienti dalle parti più disparate del globo. Il suo “popolo” è quindi un coacervo di culture, educazione, di tradizioni, ma  la spinta che li aggrega e che li tiene uniti, anche contro le forze del male esterno, sta proprio in quell sottile ed impercettibile senso comune di appartenenza.

Questo paese lo potremmo posizionare in uno degli staterelli dell’America Latina, in una degli innumerevoli repubbliche ex-sovietiche, oppure in una zona qualsiasi dell’Africa ex-coloniale, oppure ancora in una zona qualsiasi del medioriente.

Il risultato non cambierebbe, perché le fondamenta democratiche avrebbero comunque la meglio, indipendentemente dalla sua posizione geografica.  Questa democrazia è produttiva, attiva e solidale anche con i suoi vicini, con i quali lega accordi commerciali, culturali di interscambio; inoltre, data la libera circolazione delle idee democratiche, questa nazione è permeabile alle critiche costruttive, al cambio costante delle classi dirigenti quando queste non abbiano compreso il senso per il quale questa democrazia esiste. Quasi un’utopia, un’idea selvaggia anacronistica che potremmo pensare in un momento di estasi profonda, ma che si scontrerebbe con la realtà appena svegli.

Invece no, questo magico paese esiste ed è a pochi chilometri dalle nostre coste e produce irraggiungibili vette culturali e di tolleranza, parliamo ovviamente di Israele. Il paese più democratico del medioriente capace di sopravvivere nelle ostilità del mondo arabo e di saper far fronte alle richieste di democrazia con tolleranza e rispetto dei diritti dell’uomo.

Pochi giorni fa, però, a seguito di un evento tragico, il figlio di Ariel Sharon  (Gilad Sharon) scrisse alcune righe su un giornale locale Yediot Acharonot <<Non dimentichiamoci con chi abbiamo a che fare. Possiamo prendere la selvaggia bestia palestinese e mettere loro una maschera sotto forma di qualche portavoce dal fluente inglese, ma ogni tanto, durante la luna nuova, i sensi selvaggi della bestia capiscono che è la sua notte scatenandosi a colpire la sua preda>>.

Gilad Sharon

E’ indubbio il senso democratico delle parole di Gilad Sharon. Nella pace del suo paese, nella democrazia riconosciuta dai maggiori paesi occidentali è necessario evidenziare le ostilità di alcuni selvaggi che tentano di sovvertire l’equilibrio millenario di una democrazia fondata sul rispetto e sulla tolleranza. Nessuno può accecare questa democratica nazione e se lo sono alcuni indigeni locali, tanto peggio per loro, perché non hanno capito che una libera nazione deve esistere anche a scapito dei diritti secolari degli indigeni. Non c’è spazio per le commiserazioni quando la bestia getta la maschera, perché la loro storia è nata sulla sia del Sionismo, prima non esistevano in quanto la loro definizione di popolo è insignificante senza la nostra presenza. Questi indigeni guardano a se stessi di riflesso alla immagine del popolo di Israele, alle sue conquiste e al suo progresso e tanto più si aumenta il divario maggiormente l’odio si incista nei loro pensieri.

Però, il bello della questione è che il figlio dell’autore della strage di Ṣabrā e Shātīlā oltre ad essere entrato a far parte del Kadima è anche stato denunciato per una tangente: le accuse nascono da un incidente nel 2001, durante le elezioni primarie del Likud. Ariel Sharon avrebbe ricevuto un contributo sulla campagna di gran lunga superiore al limite da Cyril Kern e Martin Schlaff. Omri e Gilad (i figli di Sharon) sono stati accusati di aver aiutato il padre a prendere i soldi.

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