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Sakineh, finlamente libera!

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Non è possibile che esultare per la notizia della liberazione di Sakineh, scarcerata per “buona condotta” dai criminali teocratici iraniani dopo  otto anni.

La “presunta” omicida del marito (secondo i media internazionali) finalmente potrà godere della libertà che le è stata negata per otto lunghissimi anni. La dimostrazione della barbarie iraniane è evidente, l’omicidio viene punito con la prigionia e alla fine commutato in liberazione, esattamente come accadde in Usa con Michael Bascum Selsor che dopo 37 anni di prigionia nel braccio della morte viene definitivamente liberato iniettandogli il veleno che lo poterà al cospetto di Dio.

Le democrazie si confrontano anche in queste piccole cose (sic). L’Iran, paese teocratico, criminale, guerrafondaio pronto a lapidare arcaicamente una donna per un semplice omicidio instilla nel senso comune della nostra mentalità un senso di repulsione, mentre gli Usa all’avanguardia in tutti i campi tecnologici, morali e filosofici, meditano lungamente a come applicare la legge ad un omicida compiendo quello che il braccio secolare della legge americana impone.

Due visioni della vita diametralmente opposte.

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  1. 20 marzo 2014 alle 18:26

    Chissà se qualcuno capitato casualmente qui ti prenderà alla lettera :)
    Restando nell’ironia, aggiungiamoci che Bashar Assad pronunciandosi su questo caso nel 2010 ebbe l’improntitudine di dirci “com’è che vi preoccupante tanto di questa donna e per niente dei 500.000 iracheni che avete ucciso?”
    la storia dell’occhio, del fuscello e della trave è sempre attuale

    • 20 marzo 2014 alle 19:30

      La religione anglo-giudaica non può badare a 500 mila persone, tant’è che in questi giorni, e se ne parla poco, il sionista di Nethanyau ha cominciato la sua solita tiritera di attaccare l’Iran visto che gli usa stanno facendo melina con gli ayatollah iraniani. “Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro della Difesa Moshe Ya’alon hanno ordinato all’esercito di proseguire la preparazione militare per un possibile attacco nel 2014 contro gli impianti nucleari iraniani con un costo approssimativo di 10 miliardi di shekel (2,89 miliardi dollari) e questo nonostante proseguano i colloqui tra Iran ed Occidente”

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