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Qualche parola sulla Libia…

Da più parti ormai si legge e si ascolta che la Guerra di Libia è solo la tipica buffonata degli yankee e dei loro confratelli anglo-francesi per escludere dalle grandi commesse ipermiliardarie le aziende italiane, cinesi e russe. Insomma una guerra creata a tavolino, come tante altre, per favorire uno dei tanti “fratelli massoni” come Sarkozy.

Sia un giornalista (Amedeo Ricucci) della Rai che l’inveterato filoamericano Ferrara denunciano la vergognosa attenzione dei media su un problema che potrebbe essere circoscritto ad una semplice (si fa per dire) battaglia di tribù, però scorrendo altre notizie forse conviene fare un punto su altre cose.

Wesley Clark, comandante della Nato in Europa dal 1997-2000, ha ricordato il suo recente passato in un libro Winning Modern Wars.  Nel libro si legge che a colloquio con un alto ufficiale del Pentagono gli venne fatto sapere che la campagna comprendeva non solo l’Iraq, ma anche altre nazioni: Siria, Tunisia, Libano, Libia, Iran, Somalia e Sudan. Il programma, come sappiamo ha subito alcuni ritardi (a causa della batosta che si sono presi gli israeliani in Libano), ma gli obbiettivi, stabiliti dal gruppo di comando di Rumsfeld composto dai soliti noti di Paul Wolfowitz, il rabbino Dov Zakheim e Douglas Feith (tutti sionisti), in parte sono stati raggiunti (Tunisia, Somalia, Sudan e Libia).

Molte settimane fa, annuncia il NYT, “Il Barak Obama ha firmato un ordine segreto che autorizza il governo a sostenere le forze ribelli che cercano di cacciare il dittatore libico Muammar Gheddafi, hanno detto funzionari del governo alla Reuters“.
Questo significa che molto prima che i francesi bombardassero le forze di Gheddafi in Libia c’erano i servizi americani e anglo-francesi che istruivano per bene il manipolo dei rivoltosi della Cirenaica per portare alla situazione attuale anche con l ‘aiuto di Israele

Il problema è però più sfaccettato e mentre i falchi di Washington sono pronti ad un colpo di mano senza le forze di terra (dovrebbero spiegare come si conquista una nazione solo con l’aviazione), tant’è che Elliot Abrams, ( sionista)  ha scritto sul Washington Post un articolo in cui spinge Obama a prendere le stesse misure contro Assad di Siria come ha fatto contro Gheddafi. A rispondergli è un altro suo corregionale Dov Zakheim (sionista), il quale pone un freno alle idee guerreggianti di Helliot, in quanto la situazione in Siria, se dovesse sfuggire di mano, sarebbe di estremo pericolo per la sopravvivenza di Israele. Gli Usa non fanno mai qualcosa che possa nuocere ad Israele e così come si legge, le considerazioni di di Zakheim (sionista) indicano che i morti avuti in Siria sono poca cosa rispetto a quelli che Assad ha procurato in altre manifestazioni in passato (Last week, administration spokespeople were asserting that the difference between the need for intervention in Libya and Washington’s relatively restrained reaction to the killings in major Syrian cities was due to the relatively small number of those who were killed in the latter.)

Checché ne dicano i nostri deficienti di politici, il problema di fondo rimane sempre la solita cosa: il controllo energetico e la montagna di interessi che gravitano attorno a questo.

Nel frattempo la condotta di gas libico (Green Stream) che riforniva l’Italia è chiusa fino

a data da destinarsi, così come le altre risorse energetiche di cui europa e Italia per prima beneficiavano.  Ricordiamoci che l’Eni ha buttato in questo progetto svariati miliardi (soldi nostri!!!). Ma non è solo un problema di energia, ma anche quello dell’attuazione delle infrastrutture che la Libia aveva già avviato con moltissime aziende italiane e a questo riguardo il programma di Report della Gabanelli ha dato un esauriente spaccato di quello che è in pericolo per una parte della nostra economia.

E’ evidente che dando uno sguardo a questi avvenimenti, a quello che accadrà nel prossimo futuro in Siria, Libano e probabilmente anche in Israele metterà duramente la nostra nazione in serio pericolo. Le parole dette a New York dal massone-comunista di Napolitano suppongo nascondano una verità non detta:  “Il mondo di oggi è contrassegnato da opportunità, sfide, contraddizioni. I prossimi anni non saranno facili per nessuno, ed in particolare per l’Italia

Perché ha detto “in particolare per l’Italia?” A cosa si riferiva e cosa sa che non ha detto? Perché nessun giornalista non ha chiesto spiegazione di questa frase e nessuno ne parla mai? Sicuramente non può aver senso parlare di immigrazione, perché è sempre gestibile con gli uomini giusti e le azioni più corrette e rispettose della vita delle persone, ma hanno, probabilmente un significato ben più nascosto che non ci è dato di sapere!

Pensiamoci bene!!!

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  1. 2 aprile 2011 alle 08:32
  2. 2 aprile 2011 alle 23:19

    Ben presto avremo da guardarci in casa…

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